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Poesia. Pur mantenendo ciascuno la propria identità, si nota in più casi una vicinanza creativa che, se non arriva alla completa fusione, si articola strettamente (Dialoghi su Skype). In Enrico Pietrangeli vi è una certa linea religiosa che probabilmente va oltre la parola (Dio, per esempio), sfiorando il ‘misticismo’ (Fammi sentire – Seconda parte), con escursioni verso uno stile più classico in Di questo amor che t’ama (poliptoto); e la natura per correlazione è presente nel Canto delle stagioni.

In Vincenza Fava traspare una religiosità interposta (Fiori nell’utero), mentre la scrittura diviene comunione psicofisica: ‘T’appartengo come il mirto appartiene al mondo dei sogni’ (p. 68). Diverse poesie eliminano il dato esornativo: Della luce, visivamente compatta; o Le ali nell’amore, più lirica. La forma sussiste nel Sonetto: rime alternate a eccezione del v. 13. La continuità ‘tipografica’ di Sonno-tempo sembra introdurre riflessi onirici nel linguaggio.

Recensione
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