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La Repubblica e l’Imperatore

Saggistica. La Repubblica è quella di Venezia e l’Imperatore è Napoleone che ne ha decretato la fine. Osservando una carta d’Italia del 1796 si può vedere che la penisola era divisa in tanti stati più o meno grandi.

La Serenissima possedeva il Triveneto a eccezione del Trentino, parte della Lombardia, dell’Istria e della Dalmazia. La gloriosa Repubblica era ormai al tramonto, e Napoleone le dà il colpo di grazia, non senza qualche difficoltà: Venezia aveva in genere amministrato con equità i suoi territori, quindi è comprensibile la rivolta contro le truppe della Repubblica Cispadana da parte di Verona, al grido di San Marco. Come si sa il Leone poteva avere il libro aperto o chiuso.

Tra gli episodi più significativi la dichiarazione di Perasto: ci dice di un vero e proprio affetto per Venezia. Napoleone era un conquistatore e non sempre amabile, si pensi al saccheggio delle opere d’arte poi trasferite in Francia. Tuttavia non pochi furono i letterati che ebbero lodi sperticate nei suoi riguardi, tra i quali il Foscolo, che dovette almeno parzialmente ricredersi. Ben diversa fu la reazione di Beethoven a proposito della terza sinfonia. Tutto sommato, la caduta della Serenissima spense un faro di civiltà e anche di libertà e giustizia. Ci piace riportare questi due versi che sono anche testimonianza di un sentimento concreto: “Co’ Venezia governava | Xe disnava e xe cenava”. Il bel volume, corredato da una vasta iconografia, riporta alla fine note biografiche dei comandanti del periodo trattato.

Recensione
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