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L’autore si nasconde nel particolare

Saggistica. In questi nove eccellenti saggi (o studi) si parte da un aspetto talvolta ‘marginale’ per creare una visione logico-linguistica e conoscitiva. Non ha tutti i torti chi ritiene che la critica segue un suo itinerario, fino in qualche caso a perdere l’origine che l’ha stimolata. Le “sottili questioni” riferite per esempio a L’Infinito leopardiano ne ricavano una serie di congetture (si tenga conto delle varianti) tanto da esorbitare dalla semplice lectio per protrarsi oltre, dove vale più l’ipotesi che il dato tecnico. In ugual guisa un’azione del “buon servo” di Don Rodrigo (Divagazioni manzoniane) produce delle illazioni sui rapporti tra etica e finalità. Ma in un romanziere talune affermazioni non coincidono con ciò che veramente l’autore pensa in quanto i suoi personaggi possono costituire entità autonome e non ipostatiche. Perfino l’analisi fonematica di un verso (“con tonfi spessi e lunghe cantilene”) del Pascoli pone la problematica se esiste, come sembra, un richiamo fonico che si realizza nella catena sillabica; qui tecnicamente avrebbe ragione l’Olschki nel porre una cesura con sinalefe in clausola nel primo emistichio (quinario).

Recensione
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