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Le metamorfosi del cuore

Poesia. “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce” (Pascal). In questa sostanziosa silloge si prefigura quel canzoniere d’amore che in pratica esclude ogni altra ‘ragione’. La poesia è certamente la forma più idonea a esprimere i moti del cuore e quindi le sue ‘ragioni’: è in sostanza una condizione non definita, per cui la parola diventa strumento dell’inesprimibile, una realtà unica per ciascun essere umano e difficilmente traducibile: ma il poeta riesce se non altro a farci percepire uno stato d’animo i cui elementi ancorché universali sono infinitamente complessi.

La materia dunque ne viene trasfigurata e la corporeità che vi appartiene perde la sua connotazione fisica per adire a una soglia emozionale lirica e profonda: “la madreperla dei tuoi seni”. Sarebbe non facile per altre ‘materie’ enunciare con tanta forza il principio di unità dei sentimenti. Se l’eros rappresenta una parte importante nel rapporto di amorosi sensi, tuttavia l’autore, con la sapienza allusiva dei suoi versi, non cade mai nella banalità ma introduce su un piano simbolico il dato espressivo.

Peraltro ricorre nella raccolta una figura, la foglia, che avvicina l’amore alla sua realtà naturale: ecco la cifra stilistica che affiora con impeto visionario ma con la lievità di un gesto o di un’ariosa immagine. E la tecnica arricchisce ora con parole ideali (infiore) ora con la tmesi il tessuto lirico e anche metafisico proiettato in un’identità mai totalmente perduta poiché trae nuova linfa da un fenomeno che coinvolge corpo e spirito.

Recensione
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