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Le notti silenti e la biro
 

Poesia. Da un retroterra classico alcune ‘memorie’: l’enclisi “Muovonsi” (Primavera tarda) o la preposizione “sovra” (Perduti amori). Poi una scrittura solida, a tratti ‘oggettiva’, indubbiamente moderna. Il verso assume non di rado un andamento discorsivo, ess. alle pp. 11, 16, 24, 27, 37, 40, 43. Al contrario l’armonia del dettato richiama la rime (La constatazione). Quella di Zanon è quindi una poetica che, in una tessitura limpida e precisa, richiede l’interpretazione sotto il profilo dei contenuti. Così va considerata la “irrequietudine interiore” (Il malessere, v. 3), che contribuisce alla versificazione in cui confluiscono momenti lirici e altri rilevati dal gesto quotidiano. Infatti F. Andreoli ritiene il Nostro un poeta “lirico-esistenziale”, connubio che trova la fusione tra parte tecnica e creativa.

Recensione
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