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Le pietre e la carne

Poesia. Un’opera prima è sempre importante: Le pietre e la carne di Giulia Zandonadi mostra di partire col piede giusto. Il lessico supporta questa impressione per le sue particolarità (l’autrice si è laureata in lettere moderne a Padova). Esempi: petroso (p. 9); entasi (p. 30) come metafora; Rubri geranei (P. 43), un latinismo (ruber) e una variante non formalizzata per gerani. I testi anepigrafi compendiano un valore ‘collettivo’ a indicare il rapporto tra l’io e il mondo di cui ci si sente parte. Nello stesso tempo si sanziona la libertà individuale. Collegandosi al titolo attraverso elementi concettuali (“Dalla pietra | genera la carne”, p. 25) l’ispirazione descrittiva trova improvvise folgorazioni: “Bruciano, le nuvole | i profili incendiati | si consumano nella luce” (p. 20). Verrebbe da pensare a una metafisica della scrittura, il che è già un segno alto per iniziare.

Recensione
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