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Luce campestre

Poesia. Ci siamo più volte occupati di questo poeta, seguendolo nelle sue pubblicazioni, in genere non corpose, ma ricche comunque di quegli intenti che col tempo rilevano i significati globali di un’opera letteraria. Qui abbiamo poesie scelte da altre raccolte uscite tra il 2002 e il 2016. Quindi, vien da dire, fior da fiore. Perciò meritoria la traduzione in tedesco e in spagnolo.

Zanon non ha del tutto abbandonata quella musicalità che nasce dalla rima, e la ritroviamo in assonanza nel primo testo Questo amore sofferto con grazia estrema, e più avanti con rime sdrucciole e piane. Fra le liriche che colpiscono in particolare A David Maria Turoldo dove il segno religioso si riflette con eleganza nello stesso linguaggio: ci pare che tra l’altro il poeta, uscendo da una oggettività che a volte ne rappresentava la cifra peculiare, ora si rivolga a una descrizione supportata da una più intensa visione lirico-espressiva. La originalità di Sonoro infatti consiste nel verso di chiusa, quasi un sigillo che dal piano cosmico si trasferisce nella scrittura: “d’intrecci e misteri: oroblu, lassù!”,

Scorrendo poi l’antologia essenziale della critica si rileva un punto di raccordo comune, per esempio la finitezza delle vicende umane e “una poesia quasi fisica” almeno in certi elementi, come annota Massimo Rossi.

Recensione
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