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Poesia. Di primo impatto il titolo ci sembrava riguardare il ‘bosco sacro’ (ma un’affinità nel prosieguo esiste), poi ‘la luce che si autogenera’ (S. Golisch). XXXIII strofe di un ‘poemetto’ con parti staccabili. Un lessico elevato, a volte ‘iniziatico’, fors’anche per i concetti espressi. Senza scendere nei significati o nelle intenzioni, ma seguendo un metro strettamente letterario (da cui parole come parvente: II), si può parlare di poesia pura, in cui l’inventiva domina, mai sciogliendosi del tutto dalla logica, benché composta ‘in uno stato quasi di trance’ afferma l’autore. La scrittura è l’esito di processi talmente imprevedibili che ogni indagine risulterebbe difficoltosa. Si colga quindi la bellezza di molti versi, come ‘la rosa in equilibrio’ (IV) o ‘luce che spèrula e riluce’ (XIX).

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