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L’Universo Parallelo degli Acquatici

 

Poesia. Affrontando la lettura di un poema di Scarselli si deve abbandonare la nostra logica per entrare nella sua. Ed è una logica per certi versi ferrea, in cui però – stando alla Creatura dell’Universo Acquatico – sorgono contraddizioni e verità in una fantasmagorica lucidità di pensiero che vede l’unione fra intuizione e scienza. Verrebbe da dire: atemporalità, se non che certi tratti lessicali inducono a fissare un ‘tempo’, ad esempio l’avverbio desueto laonde o il toscanismo dugensettanta. In questa mirabile architettura infinite sono le possibilità prospettate, non solo di eventuali universi paralleli. Sconvolge spesso la ‘carnalità’ biologica del contesto, la liquida bellezza di questo waterworld. 43 lasse che riservano sorprese a ogni piè sospinto, nel contrasto fra corpo e spirito (lassa 25) — lontana (quanto?) la divinità. O c’è un filo d’ironia nella scrittura variegata ma ‘severa’ del poeta, non per niente fisiologo, che sa vedere ciò che l’occhio comune non vede.

Recensione
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