Servizi
Contatti

Eventi


L’uomo e i segni

Poesia. Un punto su cui si potrebbe dissertare è quanto una forma sia in grado di influire sull’espressione, e ciò deriva da una raccolta che presenta, a eccezione di un paio, tutte le poesie centrate, disposizione più accessibile grazie agli strumenti che il computer ci fornisce. Ma è evidentemente un particolare.

Poiché, se è vero che le tre parti del libro conservano una loro autonomia, la stretta attinenza stilistica le unisce e produce un effetto la cui globalità va poi interpretata per l’appunto nei vari segni. Non è solo la liricità di alcuni tratti a colpirci, ma quella direzione verso un equilibrio che a volte pare irraggiungibile.

Si prenda la terza sezione (L’ultimo cordone ombelicale): in essa talune venature elegiache trovano la forza di esternarsi per denunciare, è il caso di dirlo, il male e l’empietà del mondo: è forse la morte l’unico modo per sfuggirvi? L’uomo-poeta non può rinunciare ai propri sentimenti, e quando cerca di renderli certi non può che ferire attraverso folgoranti e acuminate metafore il senso, quasi fosse l’ultima roccaforte del pensiero. In ogni caso la perdita di quel senso, che ritroviamo nei versi, ci conduce in un’area che difficilmente potrà venir compresa nella sua realtà assoluta, indicando il contrasto fra la materia e lo spirito: “Non ho memoria di ciò che fui | e sull’oscura pietra | segno le linee di nuova meridiana” (La rabbia della vittoria V,13-15).

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza