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Matteo e Gigetto il rospo di mare

Narrativa ragazzi. Siamo al Bagno Perla di Rosapineta in un mattino di pieno luglio. Un bambino esce dall’acqua tenendo tra le mani un rospo di mare. È invece un animale di acqua dolce che – dice il bambino – poteva morire in acqua salata.

C’è quindi un colloquio con una nonna: il bambino si chiama Matteo e ha otto anni. Già qui si profila il significato del racconto per il suo contenuto ecologico. Si fa l’ipotesi che il rospo poiché abitava alle foci dell’Adige sia stato poi trasportato dalla corrente verso il mare: intanto prende confidenza con Matteo il quale lo vuole salvare e gli dà il nome di Gigetto. Però un rospo non a tutti piace, per esempio alla sorellina di Matteo.

Matteo salvando il rospo si è assunto una responsabilità, perciò deve decidersi sul da farsi. Questa “bella storia da raccontare” è ricca di valori come la solidarietà, l’amore per la fauna e la natura in genere, anche se Matteo non ama le favole, ma le scienze e il contatto con gli animali. I disegni, tratteggiati con stile inconfondibile, integrano la narrazione.

Recensione
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