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Multa Paucis

Poesia. Nelle “Brevi note dell’Autrice” (p. 64) si apprende: “da insigni critici ritenuta al di là di ogni scuola e avanguardia”. In effetti, questa silloge sembra confermarlo. Dopo le avanguardie e le neo-avanguardie non c’è un ritorno, ma una diversità, ed è tale strada che la Benagiano segue, forte di una sua naturale originalità. Con la prima lirica (Vanitas) si ha l’impressione di una struttura sostenuta da un lessico denso e ‘ferrigno’, quasi un passaggio da ars antiqua ad ars nova. Poi il panorama linguistico cambia: è la forma, certo non come finalità ma quale funzione, a istituire per ogni testo la propria dimensione. Si veda la composizione Mercato, pur di consueta versificazione essa sfugge al descrittivismo allettante del titolo, spostandosi sul piano sociale, se non proprio politico; è il “gran fumo d’ideologie” che spesso questa poetica mette in luce, e tale impegno prosegue con Memoria: denuncia che nasce da un “nuovo linguaggio”.

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