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Non ho che mani per la vita

Arte e poesia. La cartella composta di dieci ‘tavole’ alterna opere ‘figurative’ (non si fraintenda) a poesie. Le opere di Cudin, pur non essendo materia di nostra competenza, le riteniamo comunque interessanti e in certi tratti potrebbero ricordare il veneziano Vedova. Altra direzione seguono le poesie di Zanon, per cui difficilmente sono reperibili elementi che le avvicinino in qualche modo alle grafiche di Cudin. Un passo fa però da tramite, il primo verso del testo I: “Il vissuto sempre più si allontana”. Altrove invece spicca lo stile di Zanon, portato a una certa concretezza, ma non esente da momenti lirici: “In questa danza antica di larici e abeti” (II,1); “Oh bianche albe” (IV,1). Zanon è infatti un poeta che mira a esprimere, e se descrive lo fa con un fine espressivo. La sua è una poetica esistenziale, come dal titolo: “non ho che mani per la vita” (II,4).

 

Recensione
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