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Saggistica. Questo volume ricalca, almeno dal punto di vista della struttura, le tre parti di Solitaire uscito due anni prima per la stessa casa editrice. Un raffronto potrebbe indicare – ma è forse impressione personale – un maggior ‘senso’ letterario per l’accuratezza della scrittura, limpida ed efficace. Quale testimonianza di un tempo vissuto e ormai storico (l’autore è nato a Paternò nel 1925) si inizia (I) con lo stesso titolo Il viaggio, unendo nel contesto la pratica del wanderer ad acute osservazioni sull’indole umana sotto ogni latitudine. La parte II è sostanzialmente riservata a letterati contemporanei, tra cui alcuni premi Nobel. Delle Composizioni (III) – e qui è rilevante lo spessore stilistico: cfr. Per non perdere il treno (Foggia, 1999) – assai significativo il saggio ‘L’errore di moda e la moda dell’errore’ sulle improprietà della lingua italiana, o, meglio, degli italiani che usano impropriamente la lingua, ben lontani dal ‘bello scrivere’ di cui invece Giunta è padrone.

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