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Per ogni cosa c’è il suo tempo sotto il cielo

Narrativa. Fin dall’inizio il tono ‘biblico’ del titolo e la consistente ampiezza del romanzo sembrano per la verità inglobare assai più tipologie di quel che appare. Per chi affronta questo interessante ‘viaggio’, cosparso di varianti tali da modificarne il primo avvio, anche senza avere nozioni tecniche della nostra lingua si accorgerà di alcuni elementi che nella scrittura identificano stile e forma. Infatti almeno due sono i dati rilevanti tecnicamente: la stesura analitica delle preposizioni o delle locuzioni oggidì in genere univerbate e l’accentazione di non poche parole sdrucciole, per esempio òrdine.

Già il Dossi aveva utilizzato certe caratteristiche che potevano tornare utili a chi della lingua italiana – non solo stranieri ma pure soggetti non culti – non conosceva l’esatta accentazione. La vicenda di Altiero Devoti diviene via via emblematica come una sorta di rievocazione che acquista corposità nel decorso del romanzo. In séguito a una degenza la memoria diviene l’unico modo per restare attivi come persona. A parte le dettagliate ‘visualizzazioni’ che riguardano il ‘corpo’, è sotto il profilo mentale che cresce lo spessore narrativo. Nello stesso tempo, dal terzo capitolo, procede una storia che attraversa un dato periodo, dalla guerra al dopoguerra e oltre, con la coscienza che il secondo conflitto mondiale ha costituito e costituisce ancóra, storicamente, un discrimine di primaria importanza. Uguale rilievo assumono le descrizioni di luoghi e viaggi effettivi, completate da considerazioni personali, notevoli per la messa a fuoco di una società solcata da continui e spesso repentini cambiamenti.

Ma non manca la filosofia: la dichiarazione che “la morte non esiste”, già altrimenti formulata nel 1973, non è da prendersi alla leggera in quanto è nella realtà delle cose quale ineluttabile evento. Si percepisce, malgrado l’eleganza di taluni passi, a che punto la bellezza sia effimera, si veda l’incidente occorso a Gabriella. Talora si ha l’impressione che questo libro sia un amico che ci parla con la voce della saggezza.

Recensione
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