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Poesia. Le ‘fauci voraci’ di Atropo l’inflessibile strappano alla vita, ma non agli affetti. Ora per la Izzi Rufo s’è aperta la poesia dell’assenza, che tramite la parola – anch’essa dotata di una sua inflessibilità – si riconduce alla presenza, emotiva e spirituale. Certo, la natura può sembrare non più gioiosa davanti a una perdita insanabile, ma pure riesce a portare la sua nota di speranza: ‘A primavera è un viale odoroso | di fiori d’acacia e ginestre, | un’oasi di pace’ (p. 40). In questo ‘diario’ si susseguono pagine di una creatività incessante, mai vinta. Lo splendore del pensiero si riflette come pura essenza di immagini in cui si profila l’oggetto amato.

Recensione
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