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Prefazione a
Il turbinio della vita e Le ragioni del vivere
di Rudy de Cadaval e Pasquale Montalto

la Scheda del libro

La natura, i valori etici e le nuove prospettive di stile nella scrittura poetica

di Luciano Nanni

1. La forma e il segno

uno dei problemi che un tempo i poeti si ponevano era la forma, cioè un modello a cui attenersi. in Pasquale Montalto la varietà di soluzioni formali fa presupporre una prospettiva multiforme, seguendo in ogni caso quella versificazione che non ha mai, essenzialmente, perduto la sua connotazione. Perciò troveremo diverse strutture che si adeguano al percorso poetico e lo identificano.

Ma si deve pur considerare anche il doppio aspetto in cui il testo si presenta, fonico e visivo; tra l’una e l’altra di queste percezioni esiste una differenza: la prima deve procedere secondo i segni, ossia l’interpunzione, eludendo parzialmente agli elementi paragrafematici fanno parte della tecnica. l’autore sfrutta tutti i possibili dati a sua disposizione, aprendosi di fatto a una realtà che la scrittura tenta di riprodurre, dovendo comunque esprimersi nei limiti che determinano il passaggio tra oggetto e nome. sarebbe interessante, in un poeta affermato come Montalto, annotare le varie funzioni assunte dal segno, non sottoposte a una normativa che, per quanto adottata in linea di massima, raggiunge la sua identità: maiuscole a ciascun capoverso, secondo una pratica di stampo ottocentesco; o le più avanzate univerbazioni idonee a rilevare il continuum del linguaggio; o, per fare un esempio meno consueto, la sottolineatura del titolo. quando poi i testi si articolano in distici, la punteggiatura che in pratica scompare, per lasciare posto a una scrittura essenziale, dote sempre apprezzabile.

incontriamo anche traduzioni, in romeno e inglese, a cura di Maria daniela Cristian e david Pascal Montalto, il che induce a riflettere sulla diversità fonetica, mantenendo inalterato il senso, coincidenza di fatto con una nuova dimensione in cui la poesia viene a porsi.

tutto ciò converge a definire lo stile, ed è sorprendente come in tale escursione formale si riesca a cogliere una personalità che nell’arco stesso della parola può realizzarsi, e nel contempo acquisire una propria distinguibile fisionomia.

il poeta P. Montalto si pone il problema di essere nuovi: il che prospetta un modo singolare del riconoscere l’invenzione e la creatività poetica, là dove è fuori d’ogni altro segno similare, quindi l’intuizione di una poesia che “nel suono della parola costruisce la grammatica del linguaggio innovativo”.

lungo e articolato è ormai il percorso -non solo poeticodi Pasquale Montalto: per forma e stile egli conferma una personalità che si avvicina a una storia corale, con una scrittura che, pur provenendo da un retroterra classico, si avvale di caratteri tecnicamente moderni.

2. Poesia come etica

osservando in linea generale i testi, si avverte un Principio Etico che investe a tutti i livelli la scrittura, facendone veicolo di valori, nel senso più elevato del termine. i vari soggetti devono di necessità avvertire la profonda logica di una scelta, senza la quale la stessa poesia sarebbe ininfluente sul piano sociale.

Con ciò non è disatteso il sentimento del tempo e delle cose, anzi, proprio in virtù di una condizione oggettiva posta fuori del pensiero corrente si compie la coincidenza sul versante stilistico. a volte pare di cogliere dai versi un intimo splendore, che si irradia come un sottile ma tenace filo interiore al fine di estendere sotto il profilo linguistico il Principio già enunciato.

la natura è un fattore che non può venir disatteso, e il poeta Pasquale Montalto, nel solco di una millenaria tradizione, comprende figure che altre volte erano sfuggite, mostrando spesso una leggerezza di tocco straordinaria, specie in quella serie che dalla natura prende il nome, per individuare i dettagli e il lato descrittivo, ma sempre teso a una entità divenuta simbolo: dobbiamo ammettere che la lievità del tracciato o il riproporre schemi in apparenza esauriti, rappresenta per Pasquale Montalto la prova delle sue capacità che, per innata predisposizione poetica, trasforma in facoltà.

se i più avanzati organismi costitutivi possono disperdere, ma solo visualmente, taluni temi, mantengono tuttavia una valenza espressiva mai perenta, infatti le tematiche affrontate sono numerose, e di ognuna Montalto ha saputo svolgere alcuni caratteri non normalmente rilevabili, in sintonia con uno spirito poetico che appartiene alla creazione.

a testimonianza di una raccolta assidua comprensiva di idee e indicazioni stimolanti vorrei segnalare in particolare L’uomo mite del Sud: qui davvero convergono le migliori energie di una poetica che, senza la pretesa di essere onnicomprensiva, intuisce le remote radici di un’appartenenza; di certo nella produzione dell’autore emergono, chissà per quali misteriose vie, dei momenti che restano fissi nella memoria, diciamo memorabili.

in questo caso specifico ci vorrebbe un’analisi ben più ampia di una semplice prefazione, poiché ogni strofa è un tassello di un mosaico ove alla fine risulta la perfezione dell’insieme, con spunti peculiari fin dal terzo verso, allorché il paesaggio appare intriso di un’atmosfera quasi arcana: serotina una luce annebbia il crepuscolo; e in quest’altro verso Come in cielo -un Raggio originale oltre che per il contenuto, per la tecnica: senza dubbio il lettore troverà avvolgente il messaggio del poeta Montalto, messo in rilievo dalla ricchezza delle immagini e dal significato morale ed etico che lo informa.

Non possiamo sfuggire le congiunture cosmiche, ci ricorda il poeta: perché allora non abbandonare le nostre certezze, per mettersi con umiltà al servizio della vita. Basta Un ultimo volo per vincere la morte, anche se questo fa infuriare gli orchestrali.

Materiale
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