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Presente continuo

 

Poesia. Ancor più snella quest’opera terza, dopo quattro anni dalla precedente. E un linguaggio che si approfondisce in più direzioni. Una è il lessico: più raffinato e cólto. Ma l’idea di fondo viene mantenuta. La ‘multimedialità’ non distoglie da una linea espressiva e costruttiva. L’eternità può apparire negli oggetti familiari (Natura morta). Nel degrado, anche morale, è proprio la natura a mantenere la sua bellezza ideale: “Mi chiedo se ancora risplendano stelle | in qualche luogo e il vento | intrecci danze | con vergini betulle” (Per dessert l’illusione). Tra gli esiti più significativi Vecchi: è il potere del tempo e la vanità di vite frammentarie. A volte gli incipit risaltano per una loro icastica forza (Via, via). Segnaliamo una curiosa rima (-ip) che chiude Lungo la strada. Altra opera in progress.

Recensione
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