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Profumo di rose & di ginestre

Poesia. In una circoscritta sfera di dieci liriche si deve tener conto di quegli elementi che la connotano e tendono a consolidare lo stile attraverso una serie di dati linguistici e formali.

La libertà di versificazione segue dunque regole che si riferiscono soprattutto allo spirito dell’autrice, al suo valutare secondo un’ottica certamente personale, ma resa più ampia dall’idea di comunicazione e non solo di concretezza testuale: perciò prevale “l’udito del cuore”, quel percepire le cose in un’aura per alcuni aspetti romantica, il trasferire la forza emozionale in una linea ‘sognante’, piuttosto che ‘onirica’: la vita però spinge in altre direzioni, ma l’ideale si perpetua, coglie i segni del tempo e li assimila per farne materia poetica.

Consapevole che la bellezza è fuggevole – ce lo dice in una sua lirica che i fiori sbocciarono “belli e fugaci” – si attiene allora a ciò che non può mutare, almeno nella sua sostanza, e il rilevare la scrittura dalla realtà quotidiana per farla entrare in un mondo creativo modifica la qualità oggettiva, da cui nasce la capacità di riconoscere sia la società in cui si vive sia la propria identità.

Recensione
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