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La ‘rivisitazione’ di luoghi in cui si è originata la
storia culturale che influisce ancora sulla civiltà moderna, lascia indelebili
tracce. Quella ‘classicità’ è divenuta cifra assoluta, nella realtà e
nell’immaginario, e a volte – quando viene descritta – si riverbera anche nella
parola, nel caso presente nella poesia: ‘Nostra forma è in ampia, intatta,
distesa memoria’ (Misura l’affondo 6); quasi superfluo rilevare
l’andamento musicale e il tono perfino solenne del verso. Ma ovviamente l’ottica
è dello spettatore d’oggi, memore però dell’antico: ‘del mondo l’uniforme
molteplice volto | entro un marmo che ora poco iscrive’ (One day in Paros
3-4). Gli elementi, per così dire, di ‘contrasto’, formano lo stile individuale.
Nella lirica Delos un bell’effetto costruito sulla parola sole;
cfr. il titolo rovesciato.
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Recensione |
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Quaderno di Grecia - 2002-2009
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poesia
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| Autori |
| • | Gian Piero Stefanoni |
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Edizione:
La Recherche.it
Roma 2011 |
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| Introduzione di Roberto Maggiani. In copertina fotografia di Anna Pantalone - pp. 40 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.12/2011
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