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Gastronomia. Non soltanto un ricettario (certamente le ricette sono parte sostanziale del volume), ma anche notizie di carattere storico, aneddoti e curiosit, il che rende assai gradevole la lettura, e poi l’esercizio dei vari piatti: pensiamo a chi stato il ‘capostipite’ di certe annotazioni, ossia l’Artusi con il suo ormai classico ‘manuale pratico per le famiglie’ La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. Ma le ‘ricette fatali’ della Brentani prendono nome da avvelenatrici, per cui abbiamo episodi macabri, come per la Renczi (p. 16) o la terribile contessa Bthory, un autentico mostro in gonnella. Esistono poi metodi ingegnosi per avvelenare, ad esempio il rospo e la tazza (p. 46) o per uccidere con piccole dosi. Certo che le ricette dell’autrice daranno un brivido, ma di piacere. Questo nuovo volume che viene dopo altri ugualmente prelibati si chiude per consuetudine con un racconto, ovviamente a tema culinario.

Recensione
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