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Riflessioni su un percorso. Dal cervello allo spirito

Saggistica. Le quattordici riflessioni si costituiscono a nostro avviso come un vero e proprio trattato di filosofia che partendo dalla fisicità arriva alla parte spirituale, ma per via razionale. Di interesse fondamentale sono gli argomenti affrontati, secondo appunto un percorso.

Ora il concetto di esistenza è dimostrato dal motto cartesiano cogito ergo sum col quale ci sembra di aver posto le basi per addentrarsi in ogni altro problema di carattere sia fisico che metafisico. Ne consegue però un ‘contrasto’ fra oggettività e soggettività che i vari filosofi considerano non di rado in modo diverso.

Se dobbiamo ritenere con Husserl che la coscienza fa emergere significati dalla realtà (e qui si attua una distinzione fra realtà e materia) ne risulta che lo strumento di indagine sia già inficiato dalla stessa appartenenza alla realtà, quindi non in un’ottica assoluta. Davvero rimarchevole l’idea che “il martirio può contenere in sé un riferimento al bisogno di sopravvivenza” (p. 71) e non si può che condividere il principio per cui “qualsiasi cosa, animata o inanimata, dopo un istante non è più la stessa” (p. 98) e poiché le problematiche concernenti etica ed estetica ne sono correlate non dovrebbe più esistere un punto fermo.

Mentre scriviamo dunque ci stiamo modificando: in tale mutabilità però la parola scritta fissa un dato ‘immutabile’ e sussiste una speranza ricca di prospettive se non di soluzioni.

Recensione
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