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Scenografia d’un sogno

Poesia. Cinque poesie che seguono un “percorso interiore” (M. Mariani) secondo una struttura omogenea: ognuna infatti è composta da quartine, a eccezione di Una cascata di ferite, la cui seconda strofa è di cinque versi, però come se il verso iniziale fosse diviso in due; e qui troviamo anche una delle più belle immagini che si incontrano nella breve silloge: “la vita è un ramo con le braccia verso Dio”. Gocce di cristallo è la rievocazione di ciò che sembra non poter tornare, eppure viene rivissuto dal poeta, benché “ora non è più materia ma solo sogno”, e tuttavia rimane, nell’ultima quartina, la speranza di una eternità. La natura suscita figure di estrema purezza: “un’acqua di fonte che scintilli al sole” (Echi di gioie).

Ma è in Ricordo d’amore che il tono elegiaco, quasi sconsolato, è memoria di una bellezza, quando “l’anima si circondava di pura luce”. Chiude la raccolta la lirica eponima: se la realtà “appare senza senso”, esiste un senso più elevato, il verbo creatore, non soggetto all’usura del tempo.

Recensione
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