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Scimmie di corte

Narrativa. Un “ambiente corrotto” – a quanto pare – di una piccola università in cui si svolge la storia narrata in questo romanzo (per i dati biografici dell’autrice vedere Idem).

Si è costituito, com’è spesso di talune istituzioni, un ‘microcosmo’ dominato da un dictator, il professor Duilio Campardo, sulla cui figura non tutte le opinioni sono concordi. E tuttavia si creerà un clima di rancori che sfocerà poi nel dramma. La svolta al tredicesimo capitolo (Una pineta rosso sangue). Ora la vicenda si colora di giallo. Saranno due ‘dilettanti’ a cercare il colpevole, sebbene inizialmente gli elementi a loro disposizione siano incerti (cfr. p. 159).

Un finale d’amore, verrebbe da dire. L’autrice mostra in confronto al precedente romanzo (Idem) una tendenza alle citazioni, dovute anche al contesto universitario (il dipartimento di lingue romanze): uno stile indubbiamente cólto, che però è in grado di adeguarsi alle diverse situazioni.

Recensione
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