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Poesia. Con tutta semplicità (senza prefazione) si presentano queste ventidue poesie dove affiora l’inquietudine, il lato dark della vita e delle cose che la costituiscono. Testi potenti, non di rado scabri e ‘pietrosi’, con momenti di grande bellezza. Flavia Lepre scende nell’oscurità, dei sensi e dei pensieri, e ne rivela gli aspetti reconditi. La stessa vita è “uno specchio nero” (A tre passi dal delirio) e ogni oggetto, reale o simbolico, può frantumarsi. Visioni a volte spettrali: “Quel fare e disfare ghirlande | con fiori già appassiti o morti | sotto il gelido chiaro della luna” (Quel superbo duellare). Così noi siamo costretti e anche stimolati a vedere ciò che non vorremmo, per la ricerca dell’elegia, del sogno, della luce oltre le tenebre. Nei momenti più luminosi ci coglie la memoria di Shelley, quel “sole dorato” (Verde Islanda) che rappresenta natura e amore. Esiste allora la speranza e la morte può divenire risurrezione.

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