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Solo parole

Poesia. “Solo parole” che diventano poesia. È probabilmente l’ispirazione lirica a segnare il passaggio tra la parola ‘comune’ e l’evento poetico, che si sviluppa in una forma, per quanto libera, mai uguale e sempre alla ricerca di nuovi spazi espressivi. Questa libertà porta il verso a un livello tecnico avanzato: “cercano sbocco nel | profondo mare” (Fari di luce); l’ardito enjambement nel ricostruisce poi la musicalità unendo le due parti nell’endecasillabo.

C’è un afflato luminoso e lieve, particolarmente evidente nella prima strofa di Dono d’Amore. L’amore è uno dei temi preferiti dalla poetessa, ma anche la natura – a volte simboleggiata – e la memoria, “i fantasmi di ieri” (Fra virgole di nubi) riscoperti nel presente in funzione di immagine e colore. La sintesi che conduce alla riflessione la ritroviamo in Forse, chissà... — qui è il futuro che ancóra non si svela a creare la prospettiva verso l’ignoto.

Da segnalare E mi specchio sull’acqua, dedicata ad Adriana Scarpa: un’elegia struggente per chi, pur non essendoci più, ha lasciato il dono dei suoi versi.

Recensione
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