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Poesia. Dietro un aspetto ‘semplice’ si cela la sostanza poetica che dalla parola, ma in particolare dalla connessione tra diversi elementi linguistici, ricava la sua peculiarità; il modo e il senso rapportati a una individualità attenta a cogliere significati ‘oltre il confine’ come preannuncia l’immagine di copertina. Un dato si trae da Volto: ‘intento a ravvivare | l’abato del volto’ (vv. 3-4), ove abato [cfr. Ex. I,1] circoscrive una coscienza non svelata o svelabile. Allora il poeta osa: ‘Sto per delirare | o sono più audace di me?’ (Stato mentale, vv. 5-6): questo designa la separazione tra l’essere e il divenire. Accade quindi che la percezione definisce il lato nascosto: ‘Che triste | una betulla immortale | mai scossa dal vento’ (Paradiso, vv. 7-9): è la stessa parabola umana a indicare il paragone, a ideare un linguaggio specchio indelebile dell’io (cfr. Ora).

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