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Tra il Piave e il Soligo n vincitori n vinti

Narrativa. Bepi Orlandi, classe 1923, con una prosa sciolta e vivace racconta esperienze personali riferite particolarmente alla seconda guerra mondiale. Nel capitolo I luoghi fornisce un quadro delle condizioni in cui si viveva: era l’epoca dei calzoni rattoppati e dei secchi d’acqua da attingere anche da un pozzo. Con L’infanzia e la giovinezza abbiamo un percorso biografico, che si definisce poi con L’8 Settembre e le sue conseguenze, che, come si sa, furono drammatiche per tutti, vincitori e vinti. Da una parte le rappresaglie naziste, dall’altra gli attacchi dei partigiani. La maggior paura per l’autore fu probabilmente quella dell’ultimo periodo bellico, quando il conflitto divenne sempre più feroce. E così si arriva capitolo conclusivo: guerra finita. La preziosa testimonianza dell’autore riveste valore documentario e ci ricorda che “La gente buona è in ogni luogo”.

 

Recensione
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