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Trattato lirico di cocente nostalgia

Poesia. Si specifica e si approfondisce il discorso dell’autore in questa sua raccolta. La forma, che è sempre un principio da considerare, vede le dediche riferite al titolo, ma l’operazione portata avanti è di una ‘integrazione’ nei testi di versi di altri autori: questa è la dimostrazione di un’apertura al prossimo non frequente allo stato attuale delle lettere in cui ognuno cerca una propria identità, che nel caso di Santinato è evidente.

Non si tratta solo di terzine, alquanto numerose, avvicinate alla struttura di un haiku, dalla quale si allontanano invece per un loro funzione: di contro alla rigorosa disposizione metrica degli haiku abbiamo la presenza di bisillabi, da ritenere a tutti gli effetti un verso riconoscibile per il ritmo che ingenera nella strofa.

Con l’accuratezza di un diario ogni lirica (termine che in genere qualifica le opere del poeta) riporta una data con ore e minuti, probabilmente il momento della sua conclusione. Si deve registrare nell’insieme una maggiore densità di significati, quasi che i passi inseriti interagiscano come valore dialettico. La parola non di rado trasfigura il senso, lo illumina “Verbo | che risplende”: il senso e i sensi, che appaiono in diversi casi, intesi a percepire con strumenti non solo corporei ciò che sta oltre. Cosa esiste appunto oltre noi? Lo dice questa terzina: “Assorta | t’ascolta la sfera | del tempo.”

Recensione
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