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Tutto è oltre...

Poesia. Nella vastità di quest’opera s’intrecciano numerosi fili tra natura, pensiero e sentimento. Se anche proviamo a seguirne uno solo, ci appare il soggetto in una sua ininterrotta varietà, per esempio la luna, elemento femminile che sembra congeniale all’autrice: languida, silenziosa e pallida, | solitaria vagabonda (p. 22) esce dalla sua prigione vaporosa (p. 39) sciupata (p. 57) cerbiatta sbandata e guardinga (p. 72) si ostina a scivolare (p. 82) malinconica (p. 95) appesa al cielo (p. 144) spettro tra i rami (p. 160) sfuggente (pp. 211 e 213) come un contrappeso (p. 214) quasi piena (p. 236) pallida e tremante (p. 271) — ed è soltanto una parte in cui la luna appare. Se ne deduce quindi una serie di annotazioni poetiche che mostrano le infinite possibilità della scrittura. Poi c’è la musica, e la musicalità, e la foglia-simbolo: “Dove vanno le foglie che il vento stacca dagli alberi?” (Melodie). Ce lo dice il Leopardi: vanno dove “va la foglia di rosa | e la foglia d’alloro” (Imitazione). Ma nel suo insieme la poesia ci è data sia per conoscere il mondo che per intravedere l’oltre.

Recensione
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