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Poesia. Brugnaro è uno dei pochi poeti a scrivere poesia civile senza cedere a sentimentalismi o cadere nella retorica. Una poetica operaista verrebbe da dire, ma sarebbe un giudizio incompleto. Chi legge i suoi testi, limpidi e dotati di uno straordinario potenziale, può interpretarli con una personale chiave di lettura non venendo meno all’imparzialità. È il contrasto fra il mondo luminoso della natura (la primavera più volte citata) e quello cupo e oppressivo della fabbrica. Sembra che Brugnaro parli – con la sua inconfondibile voce a tutti comprensibile – per ogni uomo, per ‘milioni di uomini che nessuno mai raccoglie’ (Non mi vergogno, gridatelo dovunque). Quindi la sua poesia si fa veicolo di valori in una società che li ha sovente disattesi. Può darsi che le idee di Brugnaro siano Utopia, ma indubbiamente il mondo in cui ora viviamo non è quello che lui sognava.

Recensione
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