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Saggistica. Un omaggio doveroso a un poeta il cui tracciato parte dalla metà del novecento e rimane inalterato per qualità e purezza stilistica fino al tempo presente. Numerose le testimonianze. Fra i saggi va segnalato quello di Plinio Perilli, che raffronta – è il caso di dirlo – la poetica depalchiana con la cultura, non solo letteraria, che le è contemporanea: ne emerge la cifra di un autore che da un doloroso periodo ricava la sua vis espressiva. Pur difficile da definire in sintesi, l’opera di de Palchi trova puntuale riscontro come ‘vena dissacrante, provocatoria’ (D. Bisutti) – il che però è una parte della sua scrittura – in quel senso ‘terrestre’ che investe l’aspetto formale, nella ‘sfasatura metrico-sintattica’ (M. Pazzaglia) che evita ‘spontaneamente’ la cedevole regolarità e ‘non è in alcun modo epigonica’ (L. Manzi), ma approda, per versificazione e flusso linguistico, alla sua unicità.

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