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Ungaretti: vita d’un uomo.
    Una “bella biografia” interiore

 

Saggistica. Una biografia interiore articolata in nove saggi, eccellenti per l’intento di definire il poeta-uomo come uomo-poeta: tali saggi pongono, secondo un’ampia e mai preconcetta visuale, problemi di interpretazione testuale. Di rilevanza capitale per il sistema critico risulta il saggio La poesia impoverita. A nostro avviso la parola non riproduce l’oggetto, almeno nella sua realtà fisica, semmai suscita un’idea dell’oggetto: è questa la proprietà della parola — un piano diverso in cui il senso può anche perdersi. Da ciò la critica strutturalista o formale, in quanto quei metodi si riferiscono a modelli interpretativi meno flessibili. Ma cosa distingue la poesia “alta” da quella “minore”? Se si smontasse semanticamente un testo, alla lettura sarebbe in grado di mantenere un quid, o, se si vuole, una emozione: ma l’emozione è nel testo, nel fruitore, in ambedue o in nessuno dei due? Non vorremmo parlare di spirito, essendo troppo rischioso. Tuttavia questi saggi ci traducono il pensiero di un’identità relativamente esterna, per cui ci pare di intuire la “verità” attraverso un punto focale con l’identica percezione del fenomeno linguistico-creativo.

Recensione
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