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Viaggio di un poeta in cerca di un lettore

Poesia. Come specificato in copertina la raccolta vuole essere un omaggio a Luigi Pirandello e ai suoi “Sei personaggi in cerca d’autore”. Il poeta infatti a sua volta cerca un lettore, e al giorno d’oggi trovare lettori interessati a una silloge poetica non è poi tanto facile, vista la disattenzione dei più verso le cose letterarie.

Giovanni Tavčar è un poeta certamente non ermetico, i cui temi affrontano argomenti cui tutti dovremmo essere partecipi, ad ogni modo se ne consiglia la lettura, per avvicinare il profano alla poesia e ai suoi valori. Accompagnati quindi dagli opportuni riscontri critici, già dalla prima lirica dobbiamo rilevare una tematica che riguarda il pensiero – nelle sue varie enunciazioni – che si traduce in scrittura, con conseguente decifrazione. È vero: il pensiero ci trasporta in “regioni impervie e sconosciute”, di qui la sua complessità, non adatta a chi invece preferisce non ragionare. Ma il pensiero sembra risultare l’unica perfezione concessa agli esseri umani, non dovendo subire la ristrettezza della forma.

E ancora ci si chiede: può la parola interpretare la realtà? Si direbbe di sì, ma non certo riprodurla, in quanto la realtà riproduce solo sé stessa, di conseguenza la parola ne diviene parte. Poi ancora: cosa chiede il lettore alla poesia e cosa la poesia gli dà? Domanda impervia (per usare un termine del nostro poeta) che riguarda le singole sensibilità. Inquietante ci giunge un’altra domanda: “Dove sei, Dio della pace?” Ma la Bibbia comunque ci ricorda i varî tempi, non escluso quello di combattere. La profonda religiosità dell’autore arricchisce queste composizioni di una luce particolare, quella che traspare da uno dei testi a nostro avviso più riusciti: Rinascite.

Recensione
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