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Esce direttamente con
traduzione in greco nel piccolo formato della collana i colibrì, questo
libretto di un giovane (ma non tanto) ed esperto già poeta dei sentimenti. È un
lavoro delicato malgrado la tematica proposta sia quella rischiosissima dei
sensi - e per di più dei sensi Cremona ha scelto quelli che tanto piacquero a
tanti poeti greci della classicità, quelli di un lui che scrive a lui. Anche
per questo, per questo legame con una maniera di esprimersi che un tempo era
tanto diffusa da potersi ritenere "normale", le sedici settimane di
Cremona (che altrimenti farebbero piuttosto ricordare il titolo di un banale
film patinato di qulche anno fa) hanno una levità di tono esaltata da una sobria
ma non quotidiana filigrana lessicale. Appena 28 brevissimi testi, ma densi di
letteratura, e si nota (e si apprezza) la conoscenza che l'autore ha del fare
poesia - andare a cercare ascendenti e maestri, ispiratori o modelli sarebbe
facile gioco intellettualistico; e invece qui va cercata sempre la spontaneità
di un'espressione che è spontaneità di esperienza, ed è poesia per il suo
trasferirsi sulla carta dalla vita vissuta, dalla genuina voglia di comunicare
(e comunicarsi nella parola). Non si può evitare di pensare a Kavafis, almeno, e
al nostro Penna, per certe atmosfere, per certe allusività descrittive, alla
sensuale freschezza di Saba...Ci sono immagini e situazioni che sfiorano le
accensioni dell'eros rimanendo nel dominio della compostezza – la poesia è nella
grazia che emana da uno sguardo, da una parola, da un gesto sospesi,
accennati... "siamo un'isola perfetta | io e te | al centro della notte"; "...la
mia lingua | riproduce | esattamente | il racconto che hai | sulle labbra".
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Recensione |
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Sedici settimane
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poesia
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| Autori |
| • | Renzo Cremona |
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Edizione:
Edizioni Eva
Venafro 2007 |
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| Traduzione in greco di Keti Maraka - pp. 68 |
| prezzo: € 8,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Letture nr.2/2007
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