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Il padre sagace

atto unico

in:  I Preludi v. III - Teatro (2006)

Personaggi

Don Ferdinando
Marta, sua moglie
Margherita, la figlia
Renato, l’innamorato di Margherita
Don Carlo, barone di Montestellario
Nicoletta
Michele, giovane di 19 anni, amico di Nicoletta

Scena I
(Una stanza – Entrano Don Ferdinando e Marta)

MARTA Se nostra figlia continuerà ad essere così trasandata non troverà mai un buon partito.

DON FERDINANDO Cosa vuoi che interessi ai giovani d’oggi se non una buona dote.

MARTA E una buona dose di bellezza.

DON FERDINANDO Perché? Margherita è brutta?

MARTA Non dico questo, ma quel suo comportarsi e vestirsi!

DON FERDINANDO Che si comporti e vesta come vuole. Dovrebbe andare in giro, secondo te, come una scopa inghirlandata tutta moine e tirabaci? Ma va! La semplicità è la più bella cosa in questo mondo.

MARTA Ah, certo, certo! Se è il padre ad incoraggiarla, è logico che debba agire in quel modo.

DON FERDINANDO (adirato) Agire in quel modo, agire in quel modo. Come se stesse commettendo chissà cosa!

MARTA Non uno, ma mille guai!

DON FERDINANDO Oh poveri noi! Che esagerazione! (a parte) Mia moglie ha una notevole fantasia.

MARTA Che dici?

DON FERDINANDO E chi sta parlando… Forse lui? (rivolgendosi ad una persona del pubblico)

MARTA (mesta) Povero Don Carlo!

DON FERDINANDO Che gli è successo?

MARTA Uscendo …

DON FERDINANDO (scherzando) E’ stato investito?

MARTA Ma che investito e investito.

DON FERDINANDO (Peccato!)

MARTA Stavo dicendoti che Don Carlo uscendo ha incontrato Margherita.

DON FERDINANDO ‘nbeh!

MARTA Avresti dovuto vedere che sprazzo di felicità emisero i suoi occhi!

DON FERDINANDO (un po’ preoccupato) Spero quelli dell’allocco, quel tuo barone.

MARTA E quali? Quelli di Margherita?

DON FERDINANDO (rinfrancato) Meno male.

MARTA Meno male, un corno. Che bella educazione, e tutta colpa tua. Al vederla mi ha fatto arrossire, la sfacciata.

DON FERDINANDO (scherzando) Un po’ di rosso sulle guance, ti dona.

MARTA Non sono in vena di scherzare.

DON FERDINANDO Scusami, vecchiettina mia. (prende un giornale sul tavolo e va a sedersi sulla poltrona)

MARTA (con rabbia si avventa contro il marito e gli strappa il giornale) Vecchio, storpio, gibboso. Ti farà vedere la vecchiettina tua.

DON FERDINANDO (calmo) Stai calma, stai calma. Non volevo offenderti. Se non vuoi che ti dica vecchiettina mia…. (sorride maliziosamente)

MARTA E lo ripeti?

DON FERDINANDO (ridendo) Ma non lo sto dicendo con intenzione.

MARTA E intanto lo dici.

DON FERDINANDO (giungendo le mani) Santo cielo!

MARTA Per di più t’arrabbi.

DON FERDINANDO Basta, basta, piccina mia, mio tesoro, mia delizia, vita mia…

MARTA Stai dicendo la litania?

DON FERDINANDO Su! Dunque mi dicevi che Margherita ti ha fatto arrossire!

MARTA Che sfacciata! E’ entrata tutta dimenandosi. Un vero sconcio.

DON FERDINANDO Io veramente non la conosco come me la descrivi. Avrà avuto le sue buone ragioni.

MARTA Sì, quelle di fare impazzire Don Carlo.

DON FERDINANDO Speriamolo e che lo portino al manicomio e non passi più da questa casa.

MARTA Come, vuoi che se ne vada, che non passi più da questa casa? E nostra figlia dovrà perdere un tale partito?

DON FERDINANDO (con ironia) Già! Un tale partito!

MARTA Vorresti forse vedere tua figlia fare la sguattera come me?

Vorresti che si spellasse, si rompesse le ossa come me?

DON FERDINANDO Oh poveretta, in che stato pietoso ti trovi! Ma qui ci vuole un’autoambulanza! Però, a ben vedere, non mi pare che ti trovi tanto giù!

MARTA Ma io sono abituata ai lavori pesanti.

DON FERDINANDO E si abituerà pure Margherita.

MARTA Ma se Margherita sposasse don Carlo? Non credo che una baronessa …

DON FERDINANDO Come, come. Sposare quel buono a nulla, quello scimunito patentato?

MARTA Non è né un buono a nulla, né uno scimunito. Ha una buonissima posizione ed è rispettato da tutti.

DON FERDINANDO La forza del denaro! Ma io non darò mai mia figlia, anche per tutto l’oro del mondo, a quello lì.

MARTA Come, vorresti proibire a tua figlia di diventare ricchissima.

DON FERDINANDO Se ci si può comprare il necessario per vivere, la ricchezza non ha importanza.

MARTA Indosserebbe abiti bellissimi e invidiabili, si ornerebbe di gemme, di diamanti.

DON FERDINANDO E sembrerebbe un’asina parata a festa. Io voglio mia figlia così com’è: semplice.

MARTA Sei un testardo. Con questo tuo modo di pensare rovinerai tua figlia. Ma non riesci a concepire che Margherita potrebbe diventare una baronessa.

DON FERDINANDO A me piacerebbe invece che rimanesse la signorina o se il cielo le invierà un bravo giovane, la signora Margherita. Ma tutti quegli appellativi di nobiltà!

MARTA Tu al solito non capisci niente.

DON FERDINANDO Meglio non capire niente che rovinare una povera ragazza per sempre.

MARTA Avresti dovuto vederlo: se la divorava con gli occhi.

DON FERDINANDO Avrei voluto assistere a quella scena ridicola.

MARTA Tutt’altro che ridicola, era commovente. Come gli brillavano gli occhi!

DON FERDINANDO Come quelli di una triglia.

MARTA Si fosse almeno fermata a parlare con lui.

DON FERDINANDO Ci mancherebbe altro!

MARTA Soltanto ha fatto un inchino …

DON FERDINANDO (a parte) Per prenderlo in giro.

MARTA … e poi si è allontanata scoppiando a ridere.

DON FERDINANDO (a parte) Avevo ragione.

MARTA Non ho conosciuto una ragazza più maleducata di lei.

DON FERDINANDO In alcuni casi bisogna saperlo essere.

MARTA Per di più la difendi! Siete fatti della medesima pasta, voi due.

DON FERDINANDO Meglio così.

MARTA Non so proprio come andrà a finire in questa casa.

DON FERDINANDO Tutto bene, tutto bene, se non ti ci immischi tu.

MARTA Io impazzisco… impazzisco. (Marta esce)

Scena II

DON FERDINANDO Sia ringraziato il cielo. Se n’è andata. Mano male che ci sono qua io. Sposare mia figlia a quell’idiota vanitoso, sarebbe il colmo! Lei dovrà sposare un giovane che le voglia veramente bene e che la faccia felice. Ecco Margherita: ora sì che si può ragionare. Tutta suo padre, tutta suo padre!

Scena III
(Don Ferdinando e Margherita)

MARGHERITA Buon giorno, papà. Come va? Tutto bene? (gli si avvicina e lo bacia in fronte)

DON FERDINANDO Starei meglio se non fosse per tua madre.

MARGHERITA Avete di nuovo litigato?

DON FERDINANDO Direi proprio di sì!

MARGHERITA Per quale motivo?

DON FERDINANDO Stupidaggini

MARGHERITA Quali?

DON FERDINANDO Oh niente, niente! Dimmi piuttosto: che te ne pare di don Carlo.

MARGHERITA (ridendo) Di chi? Quel bambolotto infiocchettato?

DON FERDINANDO Sapevo che mi avresti risposto pressappoco così.

MARGHERITA Ma perché mi hai fatto questa domanda?

DON FERDINANDO Per essere certo che la tua opinione su di lui corrispondesse alla mia.

MARGHERITA (ridendo) Anche tu allora la pensi come me?

DON FERDINANDO Perfettamente; ma tua madre!

MARGHERITA Sarà questo per caso il motivo della vostra lite?

DON FERDINANDO Beh, in un certo senso.

MARGHERITA Ma non credo che un giudizio contrastante su una persona possa divenire la causa della lite fra te e la mamma. Ci dovrà essere un motivo ben più importante.

DON FERDINANDO Una parola tira l’altra. Null’altro.

MARGHERITA Non mi convinci papà.

DON FERDINANDO Basta, non parliamone più. Dimmi: hai intenzione di sposarti?

MARGHERITA (meravigliata) Non m’attendevo una simile domanda.

DON FERDINANDO Sei in età da marito e devi pur pensarci. Che Iddio ci conservi ancora su questa terra, ma non si può dire nulla.

MARGHERITA Non fare simili considerazioni.

DON FERDINANDO Faccio le corna, io. Ma non si sa mai. Dunque: hai intenzione di sposarti?

MARGHERITA Non ci ho mai pensato: non saprei rispondere.

DON FERDINANDO Avrai pur messo l’occhio su qualcuno.

MARGHERITA Ma che dici, papà? Mi fai arrossire!

DON FERDINANDO Non è il caso, figlia mia. Dunque, parla.

MARGHERITA (abbassando gli occhi) Sì, papà, amo un giovane. E’ bravo , intelligente, buono. Non è ricco, ma neanche povero e non mi farebbe rimpiangere la vita trascorsa fino ad oggi.

DON FERDINANDO La ricchezza non conta. Che mestiere fa?

MARGHERITA Il segretario presso un notaio.

DON FERDINANDO Bene. A quanto pare vi siete fidanzati di nascosto.

MARGHERITA Spero che non me ne voglia.

DON FERDINANDO (sorridendo) Conosco mia figlia e so che non commetterebbe mai una sciocchezza.

MARGHERITA (giuliva) Allora… posso sperare?

DON FERDINANDO Ti ama veramente?

MARGHERITA Sì, con tutto il cuore.

DON FERDINANDO Sei sicura di non sbagliarti?

MARGHERITA Renato non sa mentire.

DON FERDINANDO Renato… un bel nome. Quando vi rivedrete, digli di venire: lo voglio conoscere. Troveremo una scusa per tua madre.

MARGHERITA Perché, la mamma non sarebbe d’accordo?

DON FERDINANDO Eh! Tua madre ha delle grandi idee per te!

MARGHERITA Delle grandi idee? Spiegami.

DON FERDINANDO Senti, la vera causa della lite è la seguente: tua madre vorrebbe che sposassi … Per la giubba di mio nonno, possibile che sia rincretinita a tal punto?

MARGHERITA (con impazienza) Vorrebbe che sposassi, chi?

DON FERDINANDO Don Carlo!

MARGHERITA (scoppiando a ridere) Chi? Don Carlo? Quell’ allocco? La mamma vorrebbe che sposassi Don Carlo? Ma è impazzita?

DON FERDINANDO Lo credo anch’io.

MARGHERITA Ma cosa ha visto in lui di buono?

DON FERDINANDO I soldi e il titolo.

MARGHERITA E crede che la ricchezza e un titolo possano rendere felice una ragazza? L’amore vale molto di più.

DON FERDINANDO Brava, figlia mia. Questo si chiama ragionare. Fa’ venire il tuo Renato e cercheremo di sistemare ogni cosa.

MARGHERITA Ti ringrazio, papà. Corro subito.

DON FERDINANDO Calma, Margherita; bisogna saper mettere il diavolo in pentola… Ma prima dovrà piacere a me, quel Renato.

MARGHERITA (sorridendo) Ti piacerà senz’altro.

DON FERDINANDO Sù, va’.

MARGHERITA Ciao, papà. (Margherita esce)

Scena IV

DON FERDINANDO (solo) Sarà di sicuro un bravo giovane, quello. Mia figlia non è una testa sbandata e prima di fare un passo ci pensa due volte. Se dice che è bravo, intelligente e buono, lo sarà certamente. Ha molto sale in zucca per sospettare degli imbroglioni e degli adulatori. Se la ricchezza e gli onori non la tentano, non è una ragazza vanitosa. Si accontenta del necessario pur di essere felice. Se fosse una ragazza viziata sposerebbe quell’ imbecille per avere campo libero in ogni cosa. Invece Margherita è una ragazza virtuosa che disdegna ciò che può scalfire il suo onore e apprezza i sentimenti più nobili. Tutta suo padre, tutta suo padre. Oh padre felice di possedere un simile tesoro di figlia! (esce)

Scena V
(Sala D’ingresso. Marta e Don Carlo)

MARTA Si accomodi Don Carlo, non faccia complimenti: come a casa sua.

DON CARLO Molte grazie, signora. I suoi modi garbati mi rendono molto accetta questa casa. Oh delizia del cuore nel vedere sopravvivere ancora queste fini maniere!

MARTA Sieda, Don Carlo.

DON CARLO Dopo di lei, signora.

MARTA Grazie, grazie.

DON CARLO L’era atomica non deve farci dimenticare le buone creanze.

MARTA Per fortuna vi sono ancora delle persone che le reggono in piedi.

DON CARLO Ma le forze diminuiscono, signora; le forze non bastano, signora; le forze si esauriscono, signora.

MARTA Che brutti tempi!

DON CARLO Si affacci alla finestra e lo gridi ad alta voce.

MARTA Ci vuole eroismo ad affrontarli.

DON CARLO E molta pazienza. Eh, quella sua figlia! Temo che questi tempi l’abbiano influenzata abbastanza.

MARTA Non me ne parli, non me ne parli! Certe volte mi vergogno di lei.

DON CARLO Potrebbe essere una bravissima ragazza. Ma quel modo di comportarsi!

MARTA Eh, sì, lo so! Non badi ai suoi modi. Sarà l’età. Forse quando gli spunterà il dente del giudizio, se ne pentirà di essersi comportata in quel modo biasimevole.

DON CARLO Sarà forse la troppa libertà di cui gode. Le femmine bisogna tenerle con il laccio al collo. E’ pericoloso lasciar loro fare ciò che vogliono. Hanno così poco cervello!

MARTA (offendendosi) Eh, Don Carlo! Non che mi offenda, ma devo farle notare che non tutte le donne hanno bisogno del laccio al collo. Io son cresciuta nella massima libertà: eppure …

DON CARLO La mia mente aveva formulato un pensiero particolare, non universale. Non intendevo riferirmi che ad una categoria di donne, alla quale appartiene sua figlia.

MARTA E’ pur sempre mia figlia e voglio che le parole non siano più grosse della mancanza che può aver commesso.

DON CARLO Il massimo rispetto per lei e sua figlia. Credo che non abbia avuto motivo di lamentarsene. Ma parlo delle apparenze.

MARTA Le apparenze ingannano. Margherita non aveva intenzione di farsi beffe di lei; fa con tutti così: è nel suo carattere.

DON CARLO Un carattere un po’ troppo vivace, diciamo così. Appunto le dicevo che avrebbe dovuto essere tenuta col laccio al collo.

MARTA Se i suoi modi la urtano (a parte) urtano anche me, l’ammonirò in modo che si comporti diversamente con lei.

DON CARLO Gliene sarei infinitamente grato. Se vuole diventare mia moglie, deve essere come io la voglio.

MARTA Lo sarà, lo sarà.

DON CARLO Gliene ha parlato?

MARTA Non ne ho avuta l’occasione. Ma sì, sì, non si preoccupi, più tardi … fra poco glielo dirò. Non dubiti che accetterà.

DON CARLO Speriamolo bene. Avrei voluto parlarle io per primo: ma sa, il mio orgoglio non sopporterebbe, non si sa mai, un rifiuto faccia a faccia.

MARTA E fa bene. E’ bene palesare prima i propri sentimenti ai genitori dell’amata.

DON CARLO E don Ferdinando è d’accordo?

MARTA Mio marito sa riconoscere i meritevoli dagli indegni. Non mancherà di dare il suo consenso.

DON CARLO Lo spero bene.

MARTA Ne sia certo. Ecco mio marito. Non parliamone dinanzi a lui.

DON CARLO Sarebbe l’occasione.

MARTA Se vuole sposare Margherita, faccia come le dico io: non se ne pentirà.

DON CARLO Fiat voluntas …

Scena VI
(Don Ferdinando e detti)

DON FERDINANDO Oh, il nostro Don Carlo. Che piacere, quale onore!

DON CARLO Onore mio di essere accolto con molta stima in questa nobile casa.

DON FERDINANDO Quell’attributo “nobile” non le sembra un po’ esagerato?

DON CARLO Niente affatto. Gli animi che qui dimorano la rendono tale.

DON FERDINANDO Sempre galante il nostro Don Carlo!

DON CARLO L’era atomica non deve farci dimenticare le buone creanze.

MARTA (a parte) Mi sembra che abbia già detto a me le stesse parole.

DON FERDINANDO Che fortuna ad esserci persone come lei!

DON CARLO Ma le forze diminuiscono, signore; le forze non bastano, signore; le forze si esauriscono, signore.

MARTA (a parte) Sì, ho ragione: sono le stesse parole che ha detto poc’anzi a me. Mi si rende antipatico a sentirgliele ripetere!

DON FERDINANDO Ma quelli come lei non soccombono.

DON CARLO Se soccombessimo il mondo sarebbe perduto.

DON FERDINANDO Eh, già! (a parte) Povero mondo con tipi come lui! (rivolgendosi a Don Carlo) A che dobbiamo l’onore della sua visita?

DON CARLO A un bell’uccellino, che ha trovato dimora in questa casa.

DON FERDINANDO (scherzando) Io veramente non ho sentito alcun cinguettio. Per caso tu, mogliettina mia?

MARTA (seccata) Ma non vedi che sta scherzando, Don Carlo?

DON FERDINANDO (prendendolo in giro) Ah! Scherzava?

DON CARLO Perché? Non ho anch’io il diritto di scherzare?

DON FERDINANDO Veramente credevo che il suo … il suo titolo…

DON CARLO …non mi permettesse di scherzare? Tutt’altro. Le riunioni serali al mio palazzo richiedono che si faccia uso delle qualità facete per divertire i convenuti. A proposito, mi permetto di chiedervi se uno di questi giorni avrò il piacere di avervi miei ospiti al palazzo.

DON FERDINANDO Ma lei sa che noi …

MARTA (interrompendolo) Senz’altro, Don Carlo. Accettiamo volentieri il suo invito.

DON FERDINANDO (a parte) Lasciamola parlare; poi si vedrà.

DON CARLO Tolgo il disturbo.

MARTA Resti pure, non se ne vada così presto.

DON CARLO La ringrazio della sua cortesia. Ma non posso.

DON FERDINANDO Perché tanta premura? (a parte) Che vada all’inferno.

DON CARLO Ho da sbrigare alcune cosette

DON FERDINANDO (con ironia) Economiche o sentimentali?

DON CARLO Economiche.

DON FERDINANDO Credevo sentimentali. Un giovane come lei!

DON CARLO (come fra sé) Speriamo che si risolvano.

DON FERDINANDO (a parte) Lo comprendo bene, il babbèo. Ma fingiamo. (Rivolgendosi a don Carlo) Spera che si risolvano, cosa?

MARTA Parla delle sue faccende economiche.

DON FERDINANDO C’è qualche deficit nel suo bilancio?

DON CARLO No, spero che si risolvano queste faccende economiche che mi tolgono tanta parte del mio tempo.

DON FERDINANDO Certo che le ricchezze dànno molti grattacapi!

DON CARLO A chi lo dice!Vi ringrazio della vostra ospitalità e sperando di rivederci al più presto vi porgo i miei più ossequiosi saluti.

MARTA Buongiorno Don Carlo.

DON FERDINANDO Arrivederci, rispettabilissimo Don Carlo. (a parte) Va’, cicisbeo, e non farti più vedere. (Don Carlo esce)

Scena VII
(Don Ferdinando e Marta)

DON FERDINANDO Senti, Marta: non ho voglia di ricominciare. La faccenda è seria. Desidero che se ne parli con la massima serietà e ragionevolezza.

MARTA Credi forse che il destino di mia figlia non m’ interessi?

DON FERDINANDO L’avevo creduto a sentirti parlare poco fa.

MARTA No, Ferdinando, ti sbagli: se io dicevo che avrei desiderato che nostra figlia sposasse Don Carlo era per il suo bene.

DON FERDINANDO Avresti desiderato? Perché ora non lo desideri più?

MARTA No che non lo desideri; ma l’uomo …

DON FERDINANDO Eh, te ne sei accorta quanto vale!

MARTA Veramente prima mi aveva fatto un’altra impressione.

DON FERDINANDO Dici piuttosto che prima hai guardato solo le ricchezze e il titolo di don Carlo. Se avessi guardato prima l’uomo don Carlo non avresti fatto caso alle sue ricchezze.

MARTA Forse dici giustamente. Le ricchezze mi avevano abbagliata.

DON FERDINANDO Sono contento, mogliettina mia, che il luccichìo dei brillanti sia dissipato ed abbia fatto apparire la realtà.

MARTA Ed io che gli ho detto che diventerà il marito di nostra figlia!

DON FERDINANDO Su, non ti crucciare: le parole volano.

MARTA E la promessa d’ intervenire ad una delle sue riunioni serali?

DON FERDINANDO Conosce molto bene don Ferdinando per poterlo sperare.

MARTA Ci penserai tu.

DON FERDINANDO Oh, quest’è bella! Tu ingarbugli la matassa ed io debbo scioglierla. Ecco la sorte dei mariti: le mogli si mettono negli imbrogli e sta ai mariti sbrogliarli. Non sarebbe stato meglio che fossi rimasta al tuo posto e non avessi dato a don Carlo l’arditezza, che sicuramente non avrebbe avuto senza il tuo incoraggiamento, di chiedere la mano di Margherita?

MARTA Forse hai ragione.

DON FERDINANDO Se ho ragione!

MARTA Ma bisogna che nostra figlia si trovi un marito!

DON FERDINANDO Lo troverà senz’altro e molto prima che te l’aspetti.

MARTA Tu sei ottimista. Ma sono così pochi gli uomini e tante le donne!

DON FERDINANDO A nostra figlia la mano la chiederebbero tutti i giovani del paese. La sua virtù e la sua bellezza sono impareggiabili.

MARTA Per bellezza sono d’accordo, ma per virtù! Mi ha fatto fare una tale figura dinanzi a don Carlo!

DON FERDINANDO Una ragazza virtuosa non poteva comportarsi diversamente con un tipo come quello.

MARTA Va bene, lasciamo andare. Quello che più desidero è che lo trovi questo marito.

DON FERDINANDO Se vuoi proprio saperlo te lo porterà in casa quanto prima.

MARTA (sospettando) Mi nascondi qualcosa.

DON FERDINANDO Non ho taciuto nulla.

MARTA Nostra figlia lo porterà in casa quanto prima. Che vuoi dire?

DON FERDINANDO Quello che hai sentito. Forse oggi.

MARTA E dove l’ha trovato?

DON FERDINANDO (scherzando) Dentro un fosso.

MARTA Non scherzare. Spiegami.

DON FERDINANDO Ha conosciuto un giovane che desidera sposarla. Me ne ha parlato proprio poco fa. Le ho detto di condurlo qui.

MARTA Voi fate le cose di nascosto!

DON FERDINANDO Non devi offenderti; ma se ti avessimo detto una cosa simile, lo sa Dio ciò che avresti combinato.

MARTA Come si chiama?

DON FERDINANDO Renato.

MARTA Ricco?

DON FERDINANDO Ci risiamo. Non pensi che ai soldi, tu.

MARTA E’ bene essere previdenti. Dunque, è ricco?

DON FERDINANDO No, povero, poverissimo. Uno sventurato operaio che lavora a ore di tanto in tanto.

MARTA (disperata) Eh, lo sapevo che avresti rovinato nostra figlia! Un disoccupato. Come ha fatto ad innamorarsi di un disoccupato.

DON FERDINANDO Tutto è possibile in questa vita.

MARTA E tu te ne stai calmo.

DON FERDINANDO Dovrei arrabbiarmi? Perché, se si amano!

MARTA A cosa vale l’amore senza i soldi.

DON FERDINANDO L’interessante è vivere volendosi bene. E quanto ai soldi ci penseremo noi finché non si sistemerà definitivamente.

MARTA Che? Meglio morta.

DON FERDINANDO L’amore è tutto nella vita.

MARTA Ma ad uno spiantato, anche se intelligente, è sempre preferibile un ricco per di più nobile, anche se scimunito.

DON FERDINANDO (a parte) E’ meglio che le dica la verità; non vorrei che cambiasse nuovamente parere. (rivolgendosi alla moglie) E se ti dicessi che ti ho mentito?

MARTA Saresti stato talmente bruto da procurarmi una fitta al cuore per tuo diletto?

DON FERDINANDO Puoi dire di non meritarla?

MARTA Non lasciarmi in ansia. Che lavoro fa?

DON FERDINANDO Il segretario presso un notaio.

MARTA Guadagna molto?

DON FERDINANDO Ma cosa vuoi che sappia. Ma ti prego: non parliamo più di soldi.

MARTA E’ un bel giovane?

DON FERDINANDO Non lo conosco. Ma lo sarà indubbiamente. Margherita è esigente in fatto di bellezza.

MARTA Quando verrà?

DON FERDINANDO Te l’ho detto. Forse quest’oggi; forse domani.

MARTA Si sa che i notai guadagnano molto. Lo pagherà bene …

DON FERDINANDO E quando la smetterai di parlare di soldi?

(escono)

Scena VIII
(Margherita e Renato)

MARGHERITA Dove si sarà cacciato mio padre?

RENATO Sei sicura che mi accoglierà bene?

MARGHERITA Non ne dubitare.

RENATO Ti ha detto che mi concederà la tua mano?

MARGHERITA Ma certo. Non ti avrei fatto venire per niente.

RENATO Io non voglio che per colpa mia succedano delle liti. Hai detto che tua madre è contraria.

MARGHERITA Vorrebbe farmi sposare quell’imbecille.

RENATO Lo sistemerò io quello se oserà importunarti.

MARGHERITA Mi sembra che avrebbe dovuto capirlo che non ha speranza.

RENATO Gliela do io la speranza, in testa.

MARGHERITA Non t’arrabbiare, Renato: ce ne libereremo quanto prima.

RENATO Meglio per lui. Dunque, come faremo con tua madre?

MARGHERITA Mio padre troverà una scusa qualsiasi. Tu intanto cercherai di accattivarti la simpatia della mamma.

RENATO (scherzando) Uscirò illeso da questa avventura?

MARGHERITA Non ti mangerà mica mia madre. In ultima analisi è una brava donna.

RENATO E’ una brava donna chi vuole l’infelicità della propria figlia?

MARGHERITA Ma lei è convinta che sposando don Carlo sarei felice.

RENATO Scommetto per la ricchezza.

MARGHERITA Mia madre ha sempre avuto un debole per essa.

RENATO (scherzando) E poi, dimenticavo, diverresti baronessa.La baronessa Margherita di Montestellario. Mi viene da ridere.

MARGHERITA (offesa) Cos’hai da dire. Non sarei forse degna di diventarlo?

RENATO Oh, sì, eccellenza! La vostra beltà e la vostra austerità sono impareggiabili.

MARGHERITA Non ti permetto di scherzare.

RENATO Forse le mie parole hanno offeso Vostra Signoria?

MARGHERITA Finiscila se non vuoi che ti rispedisca indietro.

RENATO Non credi che sia ancora presto per litigare? Aspetta prima che ci sposiamo.

MARGHERITA Sempre lo stesso tu!

RENATO Sempre lo stesso tuo Renato, che hai preferito ad ogni altro giovane. Vieni, amore mio: dammi un bacio.

MARGHERITA Proprio a casa mia? Potrebbero sorprenderci.

RENATO Sistemeremmo ogni cosa più facilmente. Suvvia.

MARGHERITA Fai sempre il capricciosetto.

RENATO Sono fatto così.

MARGHERITA (porgendogli le labbra) Tieni.

RENATO Tesoro (la bacia)

MARGHERITA Contento?

RENATO Contentissimo. Vedi che non ci ha visto nessuno!

Scena IX
(don Ferdinando e detti)

DON FERDINANDO Non proprio esattamente.

MARGHERITA (Sussultando) Oh, mio padre.

RENATO (volgendosi indietro) Mi scampino i Numi.

DON FERDINANDO E perché tremate? Avete commesso qualche delitto? Baciarsi è quanto di più innocente si possa fare oggi. Su, avvicinatevi e non abbiate timore. (Renato e Margherita si avvicinano timorosi) Eh, più allegri. Non state andando al patibolo, voi due. (rivolgendosi a Renato) Margherita mi ha parlato di te. Mi ha detto che vi amate molto. Posso sperare che non sia un’infatuazione?

RENATO Oh, no, don Ferdinando. Posso giurarle che il mio sentimento verso Margherita è puro e disinteressato.

DON FERDINANDO Lo credo, lo credo. I tuoi occhi non mentono.

RENATO E allora acconsentirebbe a concedermi la mano di Margherita?

DON FERDINANDO Da parte mia, sì. Sei un bel giovane, hai un posto dignitoso. Un momento, hai detto disinteressato? Al punto di rinunciare alla dote di mia figlia?

RENATO Non desidero sposare Margherita per la sua dote, ma perché l’amo. Anche se fosse completamente nuda la sposerei ugualmente.

DON FERDINANDO Addirittura?

RENATO Ha ben sentito.

DON FERDINANDO Bravo, figlio mio. A un giovane come te non potrei negare la mano di mia figlia. E la dote l’avrai lo stesso.

MARGHERITA Grazie, papà. Sapevo che avresti acconsentito.

DON FERDINANDO Eh, un momento. Vediamo cosa ne penserà tua madre.

MARGHERITA E se non acconsentisse?

DON FERDINANDO Acconsentirà.

MARGHERITA Ma voleva che sposassi don Carlo.

DON FERDINANDO Giusto, voleva. Ora non più.

MARGHERITA L’hai convinta tu?

DON FERDINANDO No, si è convinta da sé.

MARGHERITA Questo mi sembra un miracolo.

RENATO (a parte) Sia ringraziato il cielo.

DON FERDINANDO Tua madre ti dà piene facoltà di scelte.

MARGHERITA Allora non ci saranno impedimenti per sposare Renato.

DON FERDINANDO Credo di no. Le ho parlato di Renato.

MARGHERITA (con impazienza) Gliene hai parlato? Cosa ha detto?

DON FERDINANDO Desidera vederlo. Eh, giovanotto, cerca di fare una buona impressione a mia moglie.

RENATO Tutto già predisposto.

DON FERDINANDO (sorridendo) Eh, non avete dimenticato nulla per raggiungere il vostro fine! Ecco che viene.

Scena X
(Marta e detti)

MARTA Non faccio più parte di questa casa? Non conto più niente? Potevate chiamarmi.

DON FERDINANDO Chi ha detto questo? Stava venendo proprio ora Margherita a chiamarti.

MARTA Ma chi vuoi imbrogliare. Ti conosco molto bene, margottino mio.

RENATO (a Margherita) Sento odore di burrasca.

MARGHERITA (a Renato) Non badarci: fanno sempre così.

RENATO (a parte) Che bel caratterino, però.

DON FERDINANDO Pensala come vuoi, tu.

MARTA Non t’arrabbiare.

DON FERDINANDO E chi s’arrabbia.

MARTA (additando Renato) E’ questo il giovane di cui mi hai parlato?

DON FERDINANDO Proprio lui.

MARTA (osservandolo attentamente) Un bel giovane.

RENATO Molto gentile, signora. Non ho conosciuto una donna più garbata di lei.

MARTA Bando ai complimenti. Non mi piacciono i complimenti inghirlandati … e un po’ architettati.

RENATO Oh, no, signora. Glielo dico con tutto il cuore.

MARTA Eh, già! Mi sembra che si chiama Renato. Sbaglio?

RENATO No, signora.

MARTA E’ segretario presso un notaio, vero?

RENATO Proprio così. Ma la prego di darmi del tu.

MARTA Va bene, Renato. Dimmi: col tuo guadagno te la cavi bene?

RENATO Abbastanza bene, signora.

DON FERDINANDO Finiamola con questi ragionamenti e parliamo di cose ben più serie.

MARTA Forse queste non sono cose serie?

DON FERDINANDO Te l’ha detto che guadagna bene: ora basta.

MARTA E chi voleva sapere altro! Anzi un’altra cosa: quanto al mese.

DON FERDINANDO Ma la tua è una fissazione.

RENATO No, don Ferdinando; sua moglie vuole essere sicura di mettere sua figlia in buone mani: nessuno può negarle questo diritto.

MARTA Ecco una persona che la pensa come me. Noi andremo sicuramente d’accordo, giovanotto.

RENATO Ma certo, signora. Dunque voleva sapere quanto guadagno al mese: centocinquantamila lire al mese.

DON FERDINANDO (a parte) Figlio di un cane, ci sa fare! ( a sua moglie) Contenta?

MARTA Sì! Vedi, che male c’era a domandargli una cosa simile.

DON FERDINANDO Cosa ne dici di Renato? Non è preferibile a don Carlo?

MARTA Se dicessi di no, mentirei.

RENATO (giulivo) Allora, signora, acconsente?

MARTA E perché non dovrei?

RENATO Merita un bacio (la bacia in fronte).

MARTA Eh, meno fuoco!

DON FERDINANDO Che vuoi farci, sono giovani!

MARTA Eh, la gioventù!

DON FERDINANDO Guardate chi viene, il guastafeste.

RENATO Non si tratterrà molto qui dentro.

DON FERDINANDO Eh, calma! Ti faccio notare che non sei a casa tua. I conti qui li regolo io.

RENATO Mi scusi, don Ferdinando.

Scena XI
(Don Carlo e detti)

DON CARLO Buongiorno a lor signori.

DON FERDINANDO Cosa la conduce di nuovo qui? Ha forse dimenticato qualcosa?

DON CARLO Non ho dimenticato nulla.

DON FERDINANDO Ha sbrigato quelle faccende?

DON CARLO Le ho rimandate.

DON FERDINANDO Cosa è venuto a fare, dunque.

DON CARLO Le sue parole nel modo in cui sono state dette non mi garbano. Non sono forse più gradito in questa casa?

DON FERDINANDO Non avevo l’intenzione di offenderla. Ho solo domandato cosa l’ha spinto qui. Se le mie parole le sono sembrate offensive, la prego di scusarmi.

DON CARLO Accolgo le sue scuse anche se mi convincono poco. Signora, sono venuto per quell’affare. Non voglio tirarla alle lunghe.

MARTA Don Carlo, come siamo rimasti. Ora è impossibile. Ritorni domani e le darò una risposta definitiva.

DON CARLO Ho atteso già troppo.

DON FERDINANDO (facendo finta di non capire) Di che si tratta?

DON CARLO Di sua figlia.

RENATO (a Margherita) Io sto scoppiando.

MARGHERITA (a Renato) Stai calmo, te ne prego. Sistemeremo pacificamente ogni cosa.

DON FERDINANDO Di mia figlia? Che c’entra lei.

DON CARLO Se lo faccia dire da sua moglie.

MARTA Don Carlo, mi scusi, ma davanti ad un estraneo.

RENATO Che? Estraneo?

MARGHERITA Stai calmo. Fallo per me.

RENATO E va bene!

DON CARLO (volgendosi verso Renato) Non ho l’onore di conoscerla, signore. Mi presento: don Carlo, barone di Montestellario.

RENATO (senza scomporsi, in segno di sfida) Renato, fidanzato di Margherita.

DON CARLO (sbalordito) Che? Volete prendermi in giro?

RENATO Niente affatto.

DON CARLO Non dite niente, voi: allora è vero. (rivolgendosi a Marta) Non m’aspettavo una cosa simile da lei, signora.

MARTA Ma io, mi deve scusare, non sapevo che mia figlia fosse fidanzata di nascosto.

DON CARLO Scuse, nient’altro che scuse.

DON FERDINANDO Ma mi scusi, don Carlo: era obbligatorio che mia figlia sposasse lei?

DON CARLO E la promessa di sua moglie?

DON FERDINANDO Doveva pur sentire anche il parere mio e di mia figlia.

DON CARLO Dopo quello che vi ho dato.

DON FERDINANDO Di grazia, cosa?

DON CARLO L’onore di avere accettato la vostra amicizia.

DON FERDINANDO Se vuole continuare a mantenerla, stia zitto; quanto all’onore che ci ha dato non sappiamo che farne. (con voce adirata) Non vorrei essere volgare.

DON CARLO Ho capito: non mi volete più in questa casa; me ne vado, me ne vado subito.

DON FERDINANDO I miei rispetti.

(Don Carlo fa per andarsene. Entra Nicoletta)

Scena XII
(Nicoletta e detti)

NICOLETTA (incontrando don Carlo) Oh! Buongiorno, signore! (rivolgendosi a Margherita) Margherita, dovevo dirti una cosa, ma non voglio disturbare.

(Don Carlo rimane fermo a guardarla)

MARGHERITA Entra, non disturbi affatto.

(Nicoletta passando davanti a don Carlo lo guarda languidamente)

DON CARLO Ci ho ripensato. Non sono risentito per quello che è accaduto tra noi. Posso avere l’onore di restare con voi?

DON FERDINANDO (a parte) Ha adocchiato la pollastrella. (rispondendo a don Carlo) Onore nostro. Prego si accomodi e non pensiamo al passato.

DON CARLO Grazie. (rivolgendosi a Nicoletta) Signorina, se lo faccia dire, è una delizia per gli occhi.

NICOLETTA (in modo pudico) Grazie, signore.

DON CARLO Mi presento: don Carlo, barone di Montestellario.

NICOLETTA (sbalordita) Barone?

DON CARLO Se lo desidera sarò il suo barone …. Come dire, il suo principe azzurro.

NICOLETTA (imbarazzata) Oh!

RENATO (a Margherita) Don Carlo ha trovato l’anima gemella.

MARGHERITA Così anche lui sarà felice.

DON CARLO Mi dica il suo nome, signorina.

NICOLETTA Nicoletta.

DON CARLO Squisito. Permette che la chiami Nicoletta?

NICOLETTA (fissandolo negli occhi e sorridendogli) Oh, sì.

DON CARLO E tu mi chiamerai Carlo.

NICOLETTA Volentieri.

DON CARLO (a tutti) Cosa ne direste se facessimo una gita tutti assieme? Potremmo andare all’Isola col mio panfilo. Tu sei la prima invitata, Nicoletta.

NICOLETTA Ma la mamma non permetterà che io …

DON CARLO (interrompendola) Parlerò oggi stesso con tua madre.

NICOLETTA In questo caso.

DON CARLO Allora, cosa avete deciso?

DON FERDINANDO (dopo essersi consultato) Accettiamo ben volentieri il suo invito.. A quando?

DON CARLO Se volete anche oggi pomeriggio.

DON FERDINANDO D’accordo.

(si ode la voce di Michele)

MICHELE Nicoletta, sei qui Nicoletta?

DON CARLO Ti desiderano. Un tuo parente?

NICOLETTA No, è Michele, un mio amico.

DON CARLO E’ pericolosa un’amicizia alla tua età.

NICOLETTA Ma cosa pensate; è come un fratello per me.

DON CARLO Egli potrebbe pensarla diversamente. (entra Michele)

Scena XIII
(Michele e detti)

MICHELE Oh, sei qui. Mi scusino, signori.

DON FERDINANDO Sei il benvenuto, Michele.

MICHELE Vieni, dovrei dirti una cosa.

DON CARLO Qualcosa che non possiamo ascoltare?

MICHELE (con rimprovero) Non la riguarda.-

DON CARLO (adirato) Altro che!

DON FERDINANDO (a parte) Sempre lo stesso Don Carlo, non sa frenarsi.

MICHELE (a Nicoletta) Chi è questo signore che s’impiccia dei fatti nostri?

NICOLETTA Non dire così, è un mio amico.

MICHELE (con meraviglia) Un tuo amico? Non lo conosco.

NICOLETTA L’ho conosciuto poco fa.

DON CARLO Finiamola con questa scena ridicola. Ragazzo, se t’interessa, sappi che Nicoletta ed io ci vogliamo bene e che oggi stesso, anzi tra poco, chiederò la sua mano.

NICOLETTA (sorpresa e felice) Oh, Carlo, non potevo spere così presto.

MICHELE Nicoletta, come hai potuto farmi una cosa simile! Ed io che credevo che tu m’amassi.

NICOLETTA E’ vero, Michele, ti voglio bene, ma come un fratello.

MICHELE (con sdegno) Non ho che farmene di un simile affetto.

DON CARLO Te lo dicevo io che egli avrebbe potuto pensarla diversamente.

MICHELE Non ci vedremo mai più, Nicoletta.

DON CARLO Abbiamo sentito. Ora lasciaci in pace.

NICOLETTA No, Michele, senti …

MICHELE Stai zitta, tu, farfallina. Non mi vedrai mai più, addio.

(esce con rabbia)

DON CARLO (tranquillo) Lascialo andare. Gli passeranno i bollenti spiriti. Vieni tesoro, dammi un bacio.

NICOLETTA Sì, tieni. (lo bacia)

RENATO (a Margherita) Dobbiamo essere di meno di don Carlo?

MARGHERITA Che non sia mai detto. (si baciano)

DON FERDINANDO Sono contento che la faccenda sia finita bene. Felice nostra figlia, felice don Carlo. (a parte) Hai notato che sveltezza nel risolvere, questa volta, la questione sentimentale con Nicoletta? Mi sembra un paradosso da commedia. Ma la vita è piena di paradossi. (rivolgendosi di nuovo agli altri) E felici anche noi. Mi dispiace per Michele, ma si consolerà con qualche bella ragazzetta. Ma guardali! (additando le due coppie). Siamo forse tanto vecchi, noi?

MARTA (comprendendo) Su, vecchiettino mio.

DON FERDINANDO (fingendosi adirato) Vecchia, storpia, gibbosa. (apre le braccia) Vieni qui. (si baciano e per la veemenza cadono tutti e due a terra. Risa generali)

(Cala la tela)


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