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Testo da "I Preludi" vol VII

Pietro Nigro

I P R E L U D I

(dagli “Scritti giovanili”)

Volume VII

(Poesie dell’adolescenza)

Cenacolo Accademico Europeo

Poeti nella Società

L’arte e la letteratura sono l’emanazione morale della civiltà, la spirituale irradiazione dei popoli. (Giosuè Carducci)

La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca. (Leonardo da Vinci)

Solo i poeti ritornano nel luogo dove non hanno mai vissuto. (Miguel Angel Arcas)

Le poesie sono pensieri che respirano e parole che bruciano. (Thomas Gray)

La poesia: fare una cosa che non esiste, ma che una volta creata sembra sia sempre esistita. (Charles Simic)

Per leggere un romanzo ci vogliono due o tre ore. Per leggere una poesia ci vuole una vita intera. (Christian Bobin)

Il poeta comincia dove finisce l’uomo. (José Ortega Y Gasset)

Muoiono i poeti ma non muore la poesia perché la poesia è infinita come la vita. (Aldo Palazzeschi)

In copertina: Pietro Nigro negli anni in cui scrisse “I Preludi”

Pietro Nigro

I P R E L U D I

(dagli “Scritti giovanili”)

Volume VII

(Poesie dell’adolescenza)

Cenacolo Accademico Europeo

POETI NELLA SOCIETA’

Iddio dell’universo dacci la tua luce e togli dal nostro volto il buio della notte. Dacci un mondo felice dove non alberghi il vizio ma soltanto amore.

PREFAZIONE

La forza di un poeta si misura quasi sempre dal distacco che egli imprime alla materia del suo pensiero e alle forme con cui si esprime nel descrivere i vari momenti nati dalle mutazioni del suo stato d’animo. E noi crediamo che in parte questo sia il caso di Pietro Nigro, nel senso che nella sua poetica la solitudine e l’innocenza della parola sembrano mescolarsi alla veginità dei ritmi creativi. “Lenta la notte il suo manto stende / a custodir melanconiche memorie / prole di vita.” (pagina 7). L’autore segue un suo personale percorso per arrivare alla vbera dimensione delle cose, e nello scorrere le vicende storiche personali riesce a conservare in esse la cenere che alimenterà il fuoco della propria sofferenza umana. Sembra, dunque, che il motivo primario della sua poetica sia quello di “raccontare” agli altri ed a se stesso le pene dell’esistere, il bisogno di cantare la propria inquietudine ( che è poi l’inquietudine dell’uomo d’oggi) attraverso il mezzo poetico. “L’amor disseta i petti / più di un azzurro rio, / e mai sua acqua è troppa / o vana cosa:” (pagina 6). La sua, infine, appare una poesia apparentemente e prevalentemente individuale e autobiografica della propria condizione di uomo, ma il poeta possiede l’abilità di far sì che anche gli altri possano riconoscersi nella visione esistenziale della persona umana in quanto tale. (pagina 16). E non v'è dubbio che la sua poetica racchiude in sé una evidente esplosione creativa che fa di Nigro un poeta molto interessante. Infatti, un poeta è tale quando con la sua opera riesce a creare una trasmissione tra i suoi moti sentimentali e i momenti affettivi che nascono nello stato d'animo del lettore. “Soltanto amore durerà nel tempo, / e col tempo darà a sé stesso forza; / soltanto amore non morirà nel tempo / e durerà finché l’eterno dura.” (pagina 14). Comunque, al di là di una esposizione organica di elementi e rapporti interperso ali, vi è in queste poesie di Nigro una necessità concreta di narrare il destino dell'uomo: le sue gioie, l'amore, le cocenti delusioni, i dolori e la dignità umana. “Una musica allora mi fu compagna / del pensiero ilare / e nell’onda sua melodica / travolse la mia mente.” (pagina 12). Infine, è doveroso dire che l’autore in questo suo lavoro poetico si esprime con adeguata freschezza, e al tempo stesso, con le armi dell’esperienza e la forza della saggezza.

Pasquale Francischetti

AMORE E FELICITA’

L’amore alla vita di tedio stretta offre un nettare soave d’infinita dolcezza e l’uomo avvolge in angelici eterni veli di felicità dispensatori di aquilei voli. Della natura appare che prima mostrare funeste, vane apparenze soleva, l’intimo pregio occulto se una scintilla il fuoco eterno, divino dono all’uomo, nel suo cuore infonde. Artefice non è il fato, la cui credenza sottrae l’uomo al torto; alla sua sede, Icaro novello, volgere deve l’ali scevro d’aprici timori. A cotale viaggio, offrirà il suo animo a pudiche fonti scintillanti di serenità, d’invitta volontà che sol conduce a supreme vette; non prometei lacci, ma di vana vita spezzerà stringenti catene.

L’AMOR DISSETA I PETTI

L’amor disseta i petti più di un azzurro rio, e mai sua acqua è troppa o vana cosa: ché la felicità solo con amor si trova.

LENTA LA NOTTE IL SUO MANTO STENDE

Lenta la notte il suo manto stende a custodir melanconiche memorie, prole di vita. A vegliar l’umano dall’infinita volta celeste scintillante di gocce lucenti, la luna i suoi raggi invia.

EFFUSIONE

Confida nelle mie braccia: ti terranno come le mani una rosa.

L’ETERNO

L’oscillante mare che il notturno zeffiro, blando spirando, muove; il ciel, dolce dimora di sfavillanti fatture; la natura tutta d’incantevole visione genitrice, dell’anima cordiale; tutto … tutto … amorfo m’appare, se col bagliore che a te la luna invidia, luce non porti in tal tetro canto; se d’ambrosia i dolci effluvi ch’alcun petalo giammai non ebbe per l’aere non spandi.

SOFFOCO’ L’ANIMO IL RIMPIANTO

Soffocò l’animo il rimpianto come vermiglia nube che orna all’occaso il vespro. Dondola allo sguardo l’acqua su un mare trafitto d’infinito.

vedi poesia Rimpianto a pag. 19

ODORANTI CAMPI DI ZAGARA

Odoranti campi di zagara dimora d’agognata pace che tiepide fragranze spargete tutt’intorno, a voi grati saranno i miei occhi che il bianco dei fiori esalterà tra le verdi foglie. Giardini che ornate le campagne del Sud e che Goethe esaltò con le parole ‘Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?’ ogni giorno vi guardo

e riempite di esultanza

un cuore che coltiva la bellezza.

MUSICA VESPERTINA

Compiva il dì l’usuale corso e nel suo grembo poneva il vespro i recenti passi. A purificare d’insani voleri l’oscurato aere porgeva la clemente mano dell’Ave Maria la dia squilla e a lei si univano

gli effluvi dei vicini campi

ridenti della leggiadra ora

sommersi già da soffocanti aliti di vita.

Alla balaustra appoggiai del terzo piano

le spossate membra

ed elevati sensi

proruppero dal mio profondo

ed invasero le circostanti cose.

Una musica allora mi fu compagna

del pensiero ilare

e nell’onda sua melodica

travolse la mia mente.

A quelle parole s’empì di cielo il mio cuore

posandosi su eterei prati

ove felicità germoglia

segno d’inespresso senso. Corrusco riso indori il tuo volto ché amore fu sempre dispensatore di paradisiache visioni.

AMORE E VIRTU’

Se l’amore verso te volge l’ali nello scrigno ponilo del tuo cuore più cospicuo tesoro non avrai. Anche se lacere renderà le tue carni, segno d’inespresso senso, corrusco riso indori il tuo volto ché amore fu sempre dispensatore di paradisiache vivande e dolci sorprese riserva

chi amor coltiva.

SUPREMA GIOIA

Mille e mille le gioie della vita,

parvenze e illusioni di felicità

che pur tenue pena al nulla reca.

Una soltanto ha supremo valore

che dell’esistenza vince ogni soma

e che parola non può rendere tutta.

Essa in Dio risiede e son tutt’uno,

e sì come raggi da lui emana

e penetra nei cuori a berla atti.

In uno fonde due cuori ardenti,

e dov’è l’uno vuol trovarsi l’altro

ché star divisi reca lor dolore.

Amore è questa gioia che solleva

e trascendere fa i limiti del mondo

e a dir m’induce: ‘Io son felice’.

Nella stagion beata il verno muta,

la pioggia cede il posto al sole,

e la natura di luce s’inonda,

nota soltanto al celeste regno,

e d’un canto soave ed infinito

che supera ogni umana attesa.

Il nostro amore non vincerà il tempo,

ma col tempo darà a sé stesso forza

e durerà finché l’eterno dura.

COME UN ROSETO

Un roseto non può dar che rose

e non ortiche

anche se miste a spine.

L’ANGOSCIA DELLA VITA

Quando d’angoscia saturo io sto

colei che l’uomo non fa bruto

a me in aiuto vola

e lenisce il mio cuor,

ma un solo istante

che tosto torna il mio affanno,

più lacerante.

“Tutto questo perché?”

domando all’aria

che conosce le mie pene.

“Umano è ciò” sembra sussurrarmi

in un leggero alito di vento.

“Ma non disperare

che benevolo il tempo

ti recherà la primavera

e il canto degli uccelli

e l’odor delle aiuole

e dell’arpa il melodioso suono

che tutti i cuori incanta

e la tanta desiata gioia

e ricompensato verrà alfine

il tuo tormento.

RIMEMBRO IL DOLCE DI’ DI MAGGIO

Rimembro il dolce dì di maggio,

degli augelli il canto

che il silente aere empia

e il lieve mormorare d’ali

e i rosati effluvi

e della natura il suono.

Oh, meravigliosa sinfonia!

PREGHIERA

Iddio dell’Universo dacci la tua grazia e togli dal nostro volto l’espressione del dolore. Dacci la tua luce fa che il mondo sia felice e vi alberghi solo amore.

RIMPIANTO

Soffocò l’animo il rimpianto dell’addio nel distacco come nube ch’orna all’occaso il vespro su un mare trafitto d’infinito. Triste il velo del ricordo a dilaniare la speranza di una limpida vita.

la seconda versione di “Soffocò l’animo”

vedi a pag. 10

TALIANNU STU MARI, STU SULI E STI MUNTAGNI

Taliannu stu mari,

stu suli e sti muntagni

ni sintemu pigghiari

ri nu piaciri ranni.

Viru ri lu mari l’unni

c’annacunu a varcuzza,

m’abbicinu dda, unni

ca terra l’unna truzza.

Mi calu e a toccu,

e mi vagnu li manu,

‘ndo mumento c’a toccu

abbracciu u munnu sanu.

Mentri iu pensu chistu

na forti bumma sentu,

rissautu ‘ndo mumentu

e ‘nvocu Gesù Cristu.

Mi pari i siri ‘e tempi

quann’a verra ‘nfuriava

e tutti così abbissava:

e lassau tanti stampi!

Quant’anni anu passatu?

Chinnic’ ianni precisi,

ma pari mancu un misi

quannu n’amu ammucciatu.

Poi m’addugnu ro sbagghiu:

sunu i piscaturi

che bummi, ppi pigghiari

ciù pisci rintra e nassi.

Ma u preiu u stissu Cristu

ca ni facissi a razia

c’astutassi a malizia

ri d’ommunu e ri chistu.

Ma picchì sempri niautri

pinsamu a così llari,

chi cosa ama ffari

ppi fari u preiu turnari?

Taliannu stu mari,

stu suli e sti muntagni

ni sintemu pigghiari

ri nu piaciri ranni.

Iu sfidu u discu r’oru

taliannulu cull’occi

e tuttu mi ristoru.

E taliu puri i macci:

su tutti gialli e birdi

c’un menzu nu brillanti

assai rossu e lucenti;

e biru poi i riddi

cca sautunu cca e dda:

se cercu di pigghiarli

scàppunu ri velocità:

ma forsi p’ammazzarli?

Forsi accussì pensaru

ddi riddi gaudenti,

sta vota s’ingannaru,

c’iavissi fattu nenti.

Iu l’avissi pigghiatu

e tinennuli ‘nmanu

l’avissi accarizzatu

ricennu pianu pianu:

“Senti ridduzzu beddu,

mu rici comu fari

ppi sempri letu stari?

Rimmillu, riddu beddu”.

Ma u riddu si n’agghiutu

e tristi m’a lassatu:

cu ma ddiri u secretu

ppi stari sempri letu?

Taliannu stu mari,

stu suli e sti muntagni

ni sintemu pigghiari

ri nu piaciri ranni.

GUARDANDO QUESTO MARE, QUESTO SOLE E QUESTE MONTAGNE

Traduzione in italiano

Guardando questo mare,

questo sole e queste montagne,

ci sentiamo prendere

da un piacere grande.

Vedo del mare le onde

che cullano una barchetta,

mi avvicino là dove

s’infrangono con la terra.

Mi abbasso per toccarla,

e mi bagno le mani,

nel momento che la tocco abbraccio

il mondo intero.

Mentre penso a ciò

una forte bomba sento,

sobbalzo in quel momento

e invoco Gesù Cristo.

Mi pare di essere ai tempi

quando la guerra infuriava

e ogni cosa devastava: e lasciò tante tracce!

Quanti anni sono passati?

quindici anni precisi, 1)

ma sembra neppure un mese

quando ci siamo nascosti. 2)

Poi m’accorgo dello sbaglio:

sono i pescatori

con le bombe, per prendere

più pesci dentro la rete.

Ma lo prego lo stesso Cristo

che ci facesse la grazia

di spegnere la malvagità

di quest’uomo e di quello.

Ma perché sempre

pensiamo a cose brutte,

cosa dobbiamo fare

per fare tornare la gioia?

Guardando questo mare,

questo sole e queste montagne,

ci sentiamo prendere

da un piacere grande.

Io sfido il disco d’oro 3)

guardandolo con gli occhi

e del tutto mi ristoro.

E guardo pure l’erba: 4)

è tutta gialla e verde

con in mezzo un brillante

molto grosso e lucente;

e guardo pure i grilli

che saltano qua e là.

Se cerco di afferrarli

fuggono di velocità:

ma forse per ammazzarli?

Forse così pensarono

quei grilli gaudenti,

stavolta s’ingannarono,

non gli avrei fatto niente.

L’avrei preso

e tenendolo in mano

l’avrei accarezzato

dicendo a bassa voce:

“Senti, o bel grillino,

me lo dici come fare

per essere sempre lieto?

Dimmelo, o grillo bello.”

Ma il grillo se n’è andato

e triste mi ha lasciato;

chi deve dirmi il segreto

per essere sempre lieto?

Guardando questo mare,

questo sole e queste montagne

ci sentiamo prendere

da un piacere grande.

1) Era il 1958

2) In una grotta

3) Il sole

4) Dei campi

PREGHIERA ESTREMA

Lente varcano il tempo le ore. Non sia il voler supremo avverso al mio, zampilli un dì ridente acqua di fonte.

L’oscillante mare che il notturno zefiro blando spirando muove; il ciel turchino, dolce dimora di sfavillanti fatture; la natura tutta d’incantevole visione genitrice, dell’anima cordiale, tutto, tutto, amorfo m’appare se luce non porti in tale tetro canto, sublime preghiera estrema al Creatore.

Scheda biobibliografica di Pietro Nigro

Pietro Nigro, nato ad Avola (Siracusa) l’11-07-1939, risiede a Noto (SR). Già docente d’inglese nei Licei, ha pubblicato le raccolte poetiche: Il deserto e il cactus, Guido Miano Ed., Milano ‘82; Versi sparsi (1960-87), Club del Poeta Edito, Marina di Carrara ‘88; Miraggi, Nuova Ed. Spada, Roma ‘89; L’attimo e l’infinito, Guido Miano Ed., Milano ‘95; Alfa e Omega, Guido Miano Ed., Milano 1999; Altri versi sparsi, Casa Editrice Menna, Avellino 2001; Riverberi e 9 canti parigini, Poeti nella Società, Napoli 2003; Astronavi dell’anima, Edizioni Helicon, Arezzo 2003; I Preludi vol. I e II - Pensieri, Racconti, Poesie -; vol. III (Teatro, Il padre sagace – atto unico); vol. IV (Teatro, Il trionfo dell’amore – atto unico); vol. VI (Teatro, Noi studenti – in tre atti) (dagli “Scritti giovanili”), Poeti nella Società, Napoli 2005- 2019; Sintesi di Storia della musica, Casa Editrice Menna, Avellino 2005; Notazioni estemporanee e Varietà vol. I (Pensieri e saggi letterari); vol. II (Recensioni, presentazioni e articoli d’arte); vol. III (Prefazioni, Riflessioni letterarie, Versi, Canzoni, Adattamento di una rappresentazione sacra del duecento, Composizione ispirata al Salmo 24); vol. IV (Recensioni e Prefazioni, Riflessioni, Poesie, Nerone); vol. V (Recensioni, Riflessioni, Poesie, L’anno dei 4 imperatori: Galba, Otone, Vitellio, Vespasiano, Tito e Domiziano); vol. V (Recensioni, Testimonianze, Riflessioni, Pensieri, E-mail inviate a Isabella Michela Affinito, Costantino Magno), Poeti nella Società, Napoli 2007-2020; Paul Valéry, Tindari Edizioni, Patti 2009; Canti d’ amore (1963-1995), Il Convivio Editore, Castiglione di Sicilia 2011, Il tempo e la memoria, Guido Miano Ed., Milano 2016; L’attimo e l’infinito, 2° edizione, Il Convivio Editore, Castiglione di Sicilia 2016; I Preludi vol. V (Autobiografia dalle lettere 1957-1961) (dagli “Scritti giovanili”), Il Convivio Editore, Castiglione di Sicilia 2017; La porta del tempo e l’infinito, Il Convivio Editore, Castiglione di Sicilia (CT) 2017; Metafisica del tempo e dell’amore, Guido Miano Editore, Milano 2018; Collezione personale Monete imperatoriali e imperiali di Roma di Pietro Nigro da Giulio Cesare (100 a.C. a Zenone (476-491 d.C. - Parte I - da Giulio Cesare (100 a.C.- a Settimio Severo (211 d.C.); Parte II – da Caracalla (188-217 d.C.) a Licinio II (317-326 d.C.), Edizioni Polistampa, Firenze 2020-2021); L’uomo, Dio e l’infinito, Il Convivio Editore, Castiglione di Sicilia 2021.

Tra gli inediti “Notazioni estemporanee e Varietà” vol. VII; “ Collezione personale Monete imperatoriali e imperiali di Roma di Pietro Nigro da Giulio Cesare a Zenone (476-491 d.C. – Parte III - da Costantino I Magno (307 – 324 d. C.) a Zenone (491 d.C.). È presente nel Dizionario autori italiani contemporanei (Guido Miano Editore, Milano 2006), nel Dizionario degli autori italiani del secondo novecento (Edizioni Helicon, Arezzo 2002), nella Storia della letteratura italiana, Il Secondo Novecento in quattro volumi (Guido Miano Editore, Milano 1993-2020), nella Storia della letteratura italiana del XX secolo di Giovanni Nocentini (Edizioni Helicon, Arezzo 1999), nella Antologia della letteratura italiana del XX secolo (ibidem, 2000), nella Storia della letteratura italiana contemporanea di N. Bonifazi (ibidem, 2003), nella Letteratura italiana contemporanea (testi, contributi, aggiornamenti) di N. Bonifazi e R. Tommasi (ibidem, 2005), nell’ Antologia critica di poesia contemporanea. Poeti siciliani del terzo millennio, Volume I di C. Aliberti (Bastogi Editrice Italiana, 2005), in Solchi di scritture di G. Luti e R. Tommasi (Edizioni Helicon, Arezzo 2006), in Tendenze di linguaggi Orientamenti di poesia italiana contemporanea e Antologia di testi in due volumi di R. Tommasi (ibidem, 2008-09), in Poeti scelti per il terzo millennio (G. Miano Editore, Milano, 2008), in Poeti italiani scelti di livello europeo (G. Miano Editore, Milano 2012), in Poeti Contemporanei. Forme e tendenze letterarie del XXI secolo (Il Convivio, Castiglione di Sicilia, CT 2014), in Letteratura Italiana Contemporanea. Antologia del Nuovo Millennio, a cura di Neuro Bonifazi, Andrea Pellegrini, Corrado Pestelli, Cristiana Vettori. Saggi introduttivi di: Marino Biondi, Giancarlo Quiriconi, Silvio Ramat, Michele Rossi (Edizioni Helicon, Arezzo 2015), in Letteratura Italiana. Poeti e narratori italiani 2015. Testi e critica a cura di Lia Bronzi e Angelo Manuali (Bastogilibri Roma 2015) e nel Dizionario Critico della Nuova letteratura italiana con saggi introduttivi di Marino Biondi, Giancarlo Quiriconi,

segue in 4 pagina di copertina

INDICE

Prefazione di P. Francischetti pag. 3

Amore e felicità ” 5

L’amor disseta i petti ” 6

Lenta la notte il suo manto stende ” 7

Effusione ” 8

L’eterno ” 9

Soffocò l’animo il rimpianto ” 10

Odoranti campi di zagara ” 11 Musica vespertina ” 12

Amore e virtù “ 13

Suprema gioia ” 14

Come un roseto ” 15

L’angoscia della vita ” 16

Rimembro il dolce dì di maggio ” 17

Preghiera ” 18

Rimpianto “ 19 Taliannu stu mari, stu suli e sti montagni ” 20

(con traduzione in italiano) ” 23

Preghiera estrema ” 26

Scheda biobibliografica di Pietro Nigro “ 27

copertina

(continua da pag.30)

Silvio Ramat, Michele Rossi (Edizioni Helicon, Arezzo 2015), in Letteratura Italiana. Poeti e narratori italiani 2015. Testi e critica a cura di Lia Bronzi e Angelo Manuali (Bastogilibri Roma 2015) e nel Dizionario Critico della Nuova letteratura italiana con saggi introduttivi di Marino Biondi, Giancarlo Quiriconi, Silvio Ramat Edizioni Helicon, Arezzo 2017.

È tra i destinatari dell’epistolario pubblicato da Guido Carmelo Miano Sulle tracce di Nausicaa, lettere di consenso estetico rivolte a poeti italiani contemporanei (Guido Miano Editore, Milano 1999).

Nella collana "I Contemporanei" (Rossieditore, Napoli) è stato pubblicato un fascicolo monografico con breve antologia dal titolo "Pietro Nigro"(1984). Per le Edizioni Nicola Calabria (Patti) è uscito il saggio di Fulvio Castellani "Il significante stupore dell’esserci - Indagine critica sul poeta Pietro Nigro"(1999). Nel 2015 è stata pubblicata dall’Editrice Il Convivio una “Antologia critica delle opere di Pietro Nigro” con prefazione di Giuseppe Manitta. Nel 2018 è stata pubblicato l’aggiornamento all’Antologia critica con prefazione di Angelo Manitta. Nel 2021 è uscito il libro di Isabella Michela Affinito, “Dalla Sicilia alla Francia nell’Ars Poetica di Pietro Nigro”, prefazione di Giuseppe Manitta (Il Convivio Editore, Castiglione di Sicilia (CT), con intervista, nella seconda parte, a Pietro Nigro. Nel 1985 gli è stato assegnato il prestigioso Premio “Luigi Pirandello” per la Letteratura a Taormina. Nella Sala del Cenacolo di Montecitorio – Camera dei Deputati - gli è stato conferito il Premio “La Pleiade ‘86 “per la produzione letteraria e poetica già riconosciuta a livello critico”.

e-mail: pnpietro@gmail.com

Web site: http://www.literary.it/autore.asp?id_autore=106

CENACOLO ACCADEMICO EUROPEO

POETI NELLA SOCIETA’

Presidente: Pasquale Francischetti

via Arezzo 62 - 80011 Acerra (Na)

Stampato in proprio dal Cenacolo nel Novembre 2021

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