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Poesie controcorrente

Trieste, 1°  marzo 2021,
ho letto tutto d'un fiato la silloge poetica di Fabio Dainotti subito dopo averla ricevuta, come sono solita fare. A quella prima, veloce lettura ne sono seguite delle altre, in quanto ho sempre presenti i versi  del poeta Valerio Magrelli: "Le poesie vanno sempre rilette, / lette, rilette, / messe in carica; / ogni lettura compie la ricarica, / sono apparecchi per caricare senso (...)".

Sin dalla prima lettura avevo capito che il libro mi piaceva perché di poesia in poesia sentivo crescere in me la curiosità: quale altro flash in versi sarebbe stato proposto dall'autore nella pagina successiva? Dainotti, infatti, sia nelle poesie che nei racconti in versi, fissa sulla carta istantanee di vita vissuta, da lui o da altre persone, del presente e del passato; immagini impresse nella sua mente dopo essere state catturate dagli occhi. In proposito, riporto un aneddoto riferito dalla poetessa Maria Luisa Spaziani. In visita ad una scuola, chiese ai ragazzini una definizione del poeta in generale. Uno di loro prontamente le rispose: "Il poeta è un ladro di immagini".

Questa è la prima volta che ho avuto la possibilità di leggere le poesie è Fabio Dainotti e posso dire che il suo stile mi è piaciuto. Sono fresche, nuove; l'autore ha una notevole capacità di sintesi nell'esprimersi. Da accanita lettrice di poesia, ho apprezzato il fatto che nei suoi versi non si legge "il già scritto".

Mi soffermerò in particolare sull'argomento "amore". Spesso capita di leggere cose banali, le solite parole, le stesse situazioni...  Le emozioni dell'autore non sono mai di seconda o terza mano.  Un verso mi ha colpito in modo particolare, il primo di quelli che seguono, di una bellezza e originalità tali da poter essere paragonato a un verso d'amore di Pablo Neruda: "Suono sulla tastiera del tuo corpo / le musiche più belle e più dolenti , / malinconiche, ardenti, prima e dopo l'amore (...) (Dalla poesia La Tastiera o del Trionfo dell'amore).

Dainotti non canta solo l'amore  felice. In generale, i poeti sono ispirati maggiormente dalle pene d'amore. Nelle poesie del nostro autore si evidenzia soprattutto il rapporto problematico, difficile, della coppia, trattato comunque con sottile finezza ed ironia. Nella sezione Strani amori, troviamo la poesia, con lo stesso titolo, in cui un giramondo "si trovò tutto solo con una / straniera, in un posto isolato. Ma lei si accorse, dopo, che qualcosa / non era andato per il verso giusto / e glielo chiese: "Dont't you like my body"?

E ancora., un amore che finisce nella poesia L'addio. Una coppia., seduta al tavolo di un ristorante, si incontra per l'ultima volta. La decisione di troncare il rapporto è stata presa dalla donna. Entrambi piangono / Strano, anche lei. La poesia poteva finire qui, ma Dainotti fa seguire la scena finale: "i piatti tornavano in cucina intatti ancora". Una belli immagine veritiera e un bell' esempio di poesia sugli oggetti, tanto cara a Montale e a Magrelli.

Nella poesia Dopo l'amore il poeta tratta il tema della delusione in amore. Un giovane si rivolge alla ragazza con la quale, probabilmente, ha trascorso la notte; "M'hai svegliata - dicesti / dilatando gli occhi dopo, l'amore. / "Ti amo – dissi io –, studentello inesperto, / ma tu, diretta, senza orpelli: "Io no!" Il giorno dopo, nella stanza accanto, sentirà gelare il divano, lei che ansima e dice al partner: "C'è lo studente!". C'era un altro uomo nella sua vita ...

A rimanere delusa sarà invece una ragazza, nella poesia Fuma l'afar Agostina, il suo nome, alla quale un autista d'autobus ha proposto di uscire insieme e di fidanzarsi. Lei accetta. L'uomo è un tipo strano, sempre annoiato, ha le mani in tasca, non parla mai. Al quarto appuntamento, vanno al cinema. Lui la riaccompagna a casa e, strada facendo, le rivolge una, domanda certamente romantica: "Allora facciamo l'affare?". Era meglio se avesse continuato a tacere...

Dopo aver proposto esempi di amori finiti o mai iniziati, mi piace chiudere il mio commento con versi che esprimono felicità. Sono tratti dalla poesia Piccolo caffè o dei primi Rendez-Vous: "There is a pleassant Café there, / un piccolo) caffè dove noi due ci appartavamo. Era bello per te, / noi. soli al mondo. / C'era una siepe in vasi tutto attorno / Stavamo seduti  noi due soli / come i fidanzatini di Peynet.

Un ricordo d'antan, un'immagine sul passato. Il futuro è   tutto da scrivere e credo che a Dainotti non mancheranno nuove emozioni da trasformare nuovamente in poesia.

Complimenti vivissimi da Franca Olivo Fusco

Recensione
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