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Una bambina nel buio e una rosa che suona

“…vorrei entrare nell’acqua e sciogliere tutto il buio, tutta la paura del buio, della morte, tutto il canto, la gioia. Vorrei…vorrei diventare una pescia d’acqua nell’acqua. Nuotando indietro di nascita in nascita. E poi giù fino alla festa del grande mare”.

E’ un brano tratto da un “testo per musica” di A. M. Farabbi che va sotto il titolo La bambina cieca e la rosa sonora edito da Lieto Colle. Un complesso ed affascinante progetto editoriale che presenta una triplice proposta: il supporto cartaceo del testo, il libro appunto, finemente illustrato da Paolo Sciancalepore che ci riconsegna la dolcezza e la fragilità dell’infanzia con l’ingenuità dei colori pastello e l’incertezza del tratto grafico; un cd audio con musiche scritte da Vincenzo Mastropirro e interpretate dal Mastropirro Ermitage Ensemble con Enrica Rosso voce recitante, Vincenzo Mastropirro ai flauti e alla direzione, Nicola Pisani ai sax, Domenico Bruno al pianoforte, Luigi Morleo alle percussioni ed infine un dvd che, oltre ai testi, propone un video assai suggestivo di Massimo Achilli che attraverso le immagini multimediali apre nuovi orizzonti alla immaginazione e alla stessa polisemica comprensione dei testi. Questo in sintesi il progetto editoriale che ha visto la luce il 24 novembre 2010 (L’Editore Lietocolle, tra le tante qualità, ha la felice abitudine di apporre la data completa, comprensiva quindi anche del giorno, sui suoi “libriccini da collezione” come se si trattasse della nascita di una persona umana, riconoscendo così, anche con questo piccolo, amorevole gesto, un’anima viva e pulsante al libro).

L’autrice Anna Maria Farabbi è una delle voci poetiche più limpide del nostro panorama letterario. Delle tante sue raccolte ricordo e segnalo soltanto Fioritura notturna del tuorlo (1996), Il segno della Femmina (2000), Adlujè (2003), La magnifica bestia (2007), Segni (2007), La luce esatta dentro il viaggio (2008), Solo dieci pani (2009). La bambina cieca e la rosa sonora è la testimonianza poetica dell’incontro con una disabilità del corpo - una bambina non vedente, appunto – capace però di aprire lo sguardo interiore sull’infinita profondità del cosmo…”un seme di voce – dice la Farabbi – spalancata all’immensità e alla ferocia della vita”. Un percorso di speranza che sa giungere alla spiritualità più pura e rarefatta attraverso l’esaltazione del corpo e dei suoi sensi…”il corpo ha doni infiniti” è un’altro commento della Farabbi alla sua opera. E la musica del Maestro Vincenzo Mastropirro sembra proprio riflettere sui sensi per poi trasfigurarli e trascenderli. La musica diventa dialogo infinito e delicatissimo come “tanti petali – dice lo stesso Maestro – sbocciati dalla bambina nel suo viaggio dalla notte alla luce”. I vari strumenti - flauto, sax, pianoforte e percussioni - sembrano davvero darsi la mano e formare un anello di armonie che viaggiano dall’oscurità al chiarore, dalla paura alla speranza.

I ritmi, le intonazioni a tratti ci portano oltreoceano e lasciano intravedere l’eredità dei grandi maestri – Alberto Ginastera per le strutture ritmiche, Leonard Bernstein per gli spettacoli musicali per il teatro e i musical. Ma resta la forza autonoma ed originale di queste armonie che sanno far emergere le grandi qualità dei singoli esecutori. Da questa musica che vorrei definire “solidale” può venire, oltre a un godimento per lo spirito, una lezione di vita. Ma è l’intero progetto che affascina nel suo mettere a confronto così stretto, e in un felicissimo equilibrio, l’autonomia di almeno quattro arti distinte quali il disegno, il video multimediale, la musica e il testo, così fulgente di prosa poetica.

Recensione
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