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Accompagnarci all’alba

Giancarlo Morinelli vive a Pordenone, dove opera nel settore della pubblicità e della comunicazione. Ha pubblicato Viaggio di un cervello in una vasca (2003), Altre realtà (2008), e ed ora voliamo (2013). Suoi lavori sono apparsi in varie riviste e antologie. È presente in Ossigeno nascente, Atlante dei poeti contemporanei e sul portale di letteratura griseldaonline dell’Università di Bologna.

Accompagnarci all’alba, la raccolta di poesie del Nostro che prendiamo in considerazione in questa sede, è scandita nelle seguenti sezioni: quella eponima, Dove va questa voce, Sentieri e meraviglia, Nel chiaro scuro, Fiore tra le mie dita e Una scommessa sulla linea.

Il volume presenta una prefazione di Marco Marangoni esauriente e ricca di notevole acribia.

Al termine del libro incontriamo una nota dell’Autore nella quale Morinello esprime le ragioni della sua poetica.

Tutti i componimenti sono privi di titolo e questo elemento conferisce alle poesie un senso d’indeterminatezza.

Da notare che una parte delle composizioni sono scritte in corsivo e questo procedimento rende più intrigante il testo considerato a livello complessivo nel nostro chiederci le ragioni di tale differenza.

Si avverte fortemente l’effusione dell’io-poetante che è fortemente autocentrato nel suo rivolgersi con calore ad un tu, presumibilmente femminile, con il quale condividere la vita per abitare poeticamente la terra.

Ma, a livello ontologico, si realizza l’etimo della raccolta e il testo trova in questo modo la sua cifra dominante.

Presente è infatti un forte scavo interiore e una matrice filosofico gnoseologica ad esso connessa che trova la sua estrinsecazione nell’interrogarsi pressante dell’autore su questioni dell’essere e dell’esserci, dell’infinito e del nulla.

Un vago misticismo accompagna il riflettere dell’autore in versi, senso della religiosità che si avvicina più alle filosofie orientali che al Cristianesimo: - “…E non sono libero se non esco/ dal mio avvitamento, e sei libero/ quando partecipi al movimento più grande, / allora la tua consapevolezza viene sparsa ovunque, / e sei tu e sei me, siamo il calore che ci abbraccia, / braci sempre vive sotto la cenere/-”.

Dai versi suddetti si evince che il poeta tende a fondersi con l’universo o cosmo ordinato che sia, a uscire da sé stesso non da solo ma accompagnato dalla presenza di quel tu misterioso del quale ogni riferimento resta taciuto.

E l’intento di Giancarlo può essere inteso metaforicamente come un dolce naufragare nel mare dell’infinito in senso leopardiano.

Un poiein troppo intellettualistico e speculativo per essere definito tout-court lirico quello di Morinelli ricchissimo di densità metaforica e sinestesica, di illuminazioni e spegnimenti che creano sospensione e magia della parola detta sempre con urgenza.

Un senso di ottimismo pervade il libro nonostante la sua matrice che tende ad affondare nell’oscurità e non a caso il suo titolo è Accompagnarci all’alba e proprio nelle albe c’è la luce dopo la sua genesi nell’aurora.

Recensione
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