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Acque torbide

Acque torbide è un romanzo che per i contenuti si potrebbe definire civile suddiviso in venti segmenti numerati tutti forniti di titolo, opera del genere young-adult.

Il libro ha per tema la pedofilia che traumatizza gli adolescenti.

È la stessa autrice a spiegare che la storia amorosa tra la quindicenne Valentina e un pedofilo, il suo istruttore di nuoto Mauro, è impossibile e che questo è dovuto non solo alla differenza d’età ma al fatto che il seduttore è interessato solo al sesso e per averlo ricorre alla manipolazione plagiando la ragazzina.

L’io-narrante è Michele, fratello minore di Valentina, ma vi sono parti della narrazione in terza persona.

Michele è un dodicenne intelligente e intuitivo che come oggetto transizionale ha un orsacchiotto, pupazzo inanimato al quale confida i suoi timori quando si accorge che la sorella sta cambiando nel suo trascorrere ore davanti allo specchio a truccarsi e a provarsi vestiti e qui la Florio affronta il tema della perdita dell’innocenza in cui si realizza un contesto vittima-carnefice.

È vero che l’amore non ha età in letteratura se la Giulietta della tragedia di Shakespeare si suicida per un vero amore a circa 14 anni, ma si deve mettere in rilievo che la protagonista della tragedia e quella del romanzo della Florio vivono in società ed epoche diverse diametralmente tra loro e che se Giulietta è amata sinceramente da Romeo, per Mauro Valentina è solo un oggetto di piacere e di autocompiacimento.

La stessa ragazza è studiosa, affettuosa, simpatica e bellissima. Descrivendo sé stesso il giovanissimo io-narrante dice di essere basso, grassottello, con gli occhiali e con un’intelligenza spaventosa e di essersi identificato in Harry Potter perché il maghetto opera il bene.

Il ritrovamento di una foto che raffigura la sorella con il vile turba fortemente Michele, così come una lettera appassionata di Valentina a Mauro.

Michele si sente sostituito dall’istruttore di nuoto nella vita della sorella anche se sono ovviamente diversi i ruoli di fratello e di amante.

Notevole lo scavo interiore nei personaggi che sono anche i genitori dei ragazzi.

Non a caso con perversione il pedofilo chattando con la sua vittima si definisce uomombra identificandosi nel suo ruolo.

Si realizza la tematica generazionale nei rapporti genitori-figli e adolescente e amante.

Michele pur odiando il nuoto si iscrive alla piscina dove Valentina incontra Mauro per controllarla e pensa di giocare una partita a scacchi con il mostro finalizzata alla salvezza di Valentina.

Il libro è ambientato a Napoli e dopo varie vicende come la separazione in casa dei genitori e l’ammissione di entrambi con i figli di avere degli amanti (quello della madre è Mauro stesso) mentre Valentina sta per darsi al pedofilo a casa sua, in un cassetto trova una fotografia della sua precedente amante una ragazza che le assomiglia molto. Allora Valentina furiosa graffia lo squallido individuo e si precipita a casa e ritrova Michele al quale si aggrappa con affetto.

Il libro si può definire anche un romanzo sulle affinità elettive tra i suoi personaggi.

Nell’epilogo c’è il monologo dell’io-narrante che con un colpo di scena del tipo di quelli che danno un senso profondo ai romanzi ricorda la sua tragica scoperta infantile di essere un orfanello adottato dai suoi genitori e non il figlio biologico.

Michele alla fine si chiede cosa gli riserverà la vita con un ottimismo utopistico ed è una figura nel quale il lettore tende ad identificarsi nella ricerca di un’identità.

Recensione
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