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Ascoltando Mao (Marianne Br°ndlund)

Giuliana Giuliani, Ŕ nata a Bologna e, durante l’infanzia e l’adolescenza, Ŕ vissuta in diverse cittÓ italiane; Ŕ traduttrice, interprete e giornalista.

Nel 1997 ha conosciuto la maestra spirituale danese Marianne Br°ndlund, che ha come pseudonimo Mao.

Da allora va spesso in Danimarca per imparare da lei e dagli altri allievi e per dare una mano nello svolgimento dei numerosi compiti quotidiani.

La guaritrice Ŕ una figura carismatica, nata nel 1953.

Ascoltando Mao, curato dalla stessa Giuliani, e che contiene scritti della Br°ndlund, costituisce un’opera che va al di fuori da qualsiasi collocazione razionalista e positivista.

Infatti il libro ha per chiave interpretativa una forte dose di misticismo.

Ci si chiede che accoglienza possa avere un simile testo nel nostro postmoderno occidentale, caratterizzato da una forte decadenza degli ideali trascendenti e spiritualisti.

Nonostante il suddetto declino, chi scrive crede che il libro possa far conoscere ai suoi lettori dimensioni che vanno al di fuori della sfera sensibile, profonde ed utili per una migliore conoscenza di se stessi e delle cose.

Meriterebbe di essere tradotto in molte lingue, di essere diffuso presso tutte le culture del pianeta.

La Br°ndlund, infatti, descrive in modo esoterico una realtÓ affascinante: l’esistenza di angeli, spiriti, energie vitali, maestri celesti e guide spirituali.

Tali entitÓ provenendo da altre dimensioni dell’universo, da altri mondi, intervengono nelle esistenze degli esseri umani sulla terra.

Per la mistica la vita Ŕ da intendersi in una dimensione pluridimensionale.

Temi centrali sono quello delle guarigioni da mali incurabili e quello della ricerca di sintonia con se stessi, con gli altri e con la realtÓ che ci circonda.

L’opera, preceduta dallo scritto L’incontro, nel quale la Giuliani parla della sua frequentazione della figura della terapeuta, Ŕ suddivisa in dieci capitoli, ognuno dei quali presenta una breve introduzione.

Nella biografia della protagonista leggiamo che ha vissuto le prime settimane di vita presso parenti e conoscenti e che, a circa sei mesi d’etÓ, Ŕ stata adottata da una coppia.

Nel 1989 ha fondato il primo “Hospice” per malati terminali, molti dei quali sono guariti.

E’ autrice di bellissimi quadri policromi, acrilici e tecniche miste, alcuni dei quali sono inseriti nel libro.

Il nome Mao Ŕ stato coniato da un bambino piccolo ed Ŕ rimasto tale.

La Br°ndlund ha tenuto vari seminari; dalla trascrizione di uno di questi si evince che, mentre rispondeva alle domande dei partecipanti, l’insegnante faceva il giro dei presenti, concentrandosi mano a mano sullo stato fisico, emotivo e mentale di ognuno di loro.

Afferma Giuliana Giuliani che entrare nel mondo della protagonista era per lei accedere ad una realtÓ nuova, anche se familiare.

L’immagine corporea della donna, intrisa di forte fascino e carisma, sembra essere senza etÓ.

La curatrice si iscrisse a un seminario di Mao, al quale partecipavano vari psicoterapeuti; non riesce a guardare la donna negli occhi.

Pur sanando persone incurabili, la terapeuta non parla di guarigioni, ma di aiuto, tramite trasmissione di energia spirituale.

Accanto a Mao si avverte una speciale intensitÓ atmosferica e si ha la sensazione che ella provenga dal nostro futuro.

Si trova cioŔ in uno stato evolutivo al quale noi “normali” arriveremo domani.

Una persona come lei aiuta a sviluppare le nostre potenzialitÓ; il suo insegnamento si colloca sincronicamente nel tempo che stiamo attraversando e aiuta a vivere meglio, anche nel contatto con la natura..

Secondo la Giuliani la Br°ndlund Ŕ una di quelle persone che manifesta un’ampiezza di vedute molto avanzate rispetto ai suoi contemporanei.

Un individuo come lei aiuta, con la sua visione ampia e profonda degli avvenimenti, a sviluppare le nostre potenzialitÓ, anche quelle che non immaginiamo di avere e che forse abbiamo dimenticato.

Il suo esempio infonde coraggio e voglia di vivere, a ritrovare il senso dell’esistere.

La Br°ndlund parla, perchÚ le Ŕ stato chiesto, di episodi della propria vita, unica nella sua essenza, per la quale, fin dalla sua pi¨ tenera etÓ si Ŕ trovata a condividere esperienze trascendenti, precluse alla maggioranza degli esseri umani.

Quando Mao aveva tre anni Ŕ iniziato per lei un periodo particolarmente intenso di insegnamenti sulle varie manifestazioni dell’energia spirituale, sul modo in cui si presenta e quello con cui si trasmette.

In effetti da bambina sapeva molto di pi¨ di oggi, anche se non avrebbe saputo formulare le sue conoscenze a parole.

Sorprendenti le figure nominate degli insegnanti del cielo, descritti con semplicitÓ, nonostante il loro carattere misterioso, figure che le illustravano la struttura delle cose.

I suddetti erano per lei come parenti che la accompagnavano sempre.

Quando, per il desiderio di essere come gli altri bambini, non voleva concentrarsi sul lavoro, uno di loro la riportava con dolcezza e decisione sulla sua via, come uno zio amorevole e attento.

La vita Ŕ una forma di respiro e il nostro corpo Ŕ una manifestazione di energia, secondo la sua concezione.

Molto interessante il segmento intitolato Siamo immersi nella gioia, nel quale l’autrice afferma che dobbiamo essere privi di preoccupazioni come i bambini, in modo da poterci muovere meglio nella gioia stessa.

E’ bene smetterla di essere inibiti, tristi e, in questo,i bambini ci danno un aiuto enorme perchÚ la loro contentezza basta di per sÚ, da giÓ un senso a quel che fanno.

In molte pagine il messaggio dell’autrice si risolve in un invito all’ottimismo.

Ascoltando Mao Ŕ un libro sorprendente, magico e composito, che pu˛ lasciare il lettore ammaliato e piacevolmente sconcertato.

E’espressione di una originalissima e vaga pedagogia della felicitÓ e dei valori, contro il materialismo e il mondo dell’avere, giÓ stigmatizzato negli anni ’80 da Erich Fromm in Avere o essere.

Recensione
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