Servizi
Contatti

Eventi


Attraverso le rapide

Attraverso le rapide, la raccolta di poesie di Daniela Maurizi che prendiamo in considerazione in questa sede, presenta uno scritto introduttivo di Elio Grasso intitolato Subito prima del futuro.

Il testo corposo è composito e articolato a livello architettonico e nella sua costruzione la poetessa adopera una tecnica scaltrita sottesa a raffinati strumenti, espressione di una notevole coscienza letteraria.

Il titolo del pezzo iniziale di Elio Grasso fa riflettere sul tema dell’attimo in senso heideggeriano feritoia tra passato e futuro, attraverso il quale si entra virtualmente nel non tempo che è la dimensione in cui s’invera l’indicibile.

L’attimo, che si differenzia dall’istante e dal momento è la vera dimensione della poesia alta che trova un esempio in questo libro.

Il volume è scandito nelle seguenti sezioni: Cantico della città sommersa, Dedale, Grani d’acquaio, Identità di una guarigione, L’inizio della pioggia, Come noi c’inseguivamo sulle acque, Uno specchio di ceneri.

Canto delle dighe aperte ha un incipit che pare eliotiano: oggi è il primo giorno di vecchiaia nella città larga verso denso in cui si condensa la nozione di cronotopo quando vengono detti il primo giorno e la vecchiaia (che appartengono alla sfera del tempo) e la stessa città larga (che è inclusa nella nozione di spazio).

Una scrittura veloce, leggera scattante e icastica caratterizza la poetica della Maurizi espressa in questo testo.

Non mancano accensioni e spegnimenti subitanei e tutto sembra immerso in un’atmosfera di onirismo purgatoriale in ambientazioni dove serpeggiano il senso della morte e della perdita quando sono usate metafore come la malattia dell’acqua.

È fondamentale identificare come nucleo generativo della poetica di Daniela una forte vena anarchica che non sfiora però l’alogico per cui le immagini descritte pur apparentemente irrelate tra loro presentano una buona dose di consequenzialità nel connettersi felicemente sulla pagina.

C’è da evidenziare che alcune poesie della raccolta sono realizzate da versi che arrivano alla fine della pagina e questi componimenti sfiorano la prosa poetica nella loro essenza affabulante.

Un forte senso della fisicità, della corporeità s’invera in molti componimenti come quando viene detto il sonno di una persona imprecisata nella poesia veramente memorabile Il corpo resta, lo spirito è aereo che è appunto sul tema del sonno che è qualcosa di veramente misterioso quanto il suo precipitato che è il sogno.

A questo proposito sono emblematici i due versi finali Le parole non esistono più. / Il corpo è un segno senza significato.

Nei suddetti versi si avverte un’essenza nichilistica che può essere associata al sonno senza sogni e non a caso gli antichi affermavano che il sonno è simile alla morte

Una parola vibrante, detta sempre con urgenza sembra connotare la scrittura della Maurizi che attraverso la visionarietà raggiunge esiti magici.

Attraverso la densità semantica, sinestesica e metaforica ogni componimento della raccolta nella sua densità concentrata raggiunge una forte dose d’ipersegno.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza