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Bianco o rosso, è lo stesso

Gianluca Di Stefano (Rho – Mi), ha pubblicato, tutti editi da Fermenti, i volumi di poesia I mali del fiore (2004), A passo d’uomo (2005), I segreti del silenzio (2006), Catalèpton (2010). E’ inserito in diverse antologie poetiche. Di narrativa il romanzo I punti di Lagrange (2013).

Bianco o rosso, è lo stesso è una raccolta non scandita, che prende il nome da un verso di Fernando Pessoa, tratto da Villeggiatura. Il volume è ben strutturato, in un alternarsi di componimenti di diversa estensione e stile; ne comprende uno costituito da distici. I versi brevi o brevissime di tono assertivo ed epigrammatico sono preceduti da citazioni di autori nostrani o esteri. Altra cifra distintiva è una scrittura icastica, avvertita e ben controllata nella forma, ricca di una forte dose d’ironia, a volte amara.

In Occhi grossi, occhi buoni viene ricordata l’ostetrica e il poeta neonato che la spinse a dichiarare che la creatura aveva occhi grossi, occhi buoni.

I brani, forniti di titolo, sono connotati da chiarezza e narratività, di tono vagamente intellettualistico, del tutto antilirico e antielegiaco.

Emergono episodi che si rifanno ad una dinamica quotidianità, assieme al tema amoroso – erotico, come in Eros sorride, in cui il poeta, rivolgendosi all’amata, le dice che per lui al sapore e all’odore ci pensano le carni e l’invita a sorridere in quanto sta arrivando il suo amante.

La poesia L’amore al tempo del lavoro precario sintetizza il racconto omonimo dello stesso Di Stefano inserito nell’antologia Il quasi nulla, il praticamente tutto, (2015, Fermenti).

Sia nella poesia che nel racconto, viene trattato il tema di un amore a prima vista che ha per protagonisti un giovane con scarse risorse finanziarie e problemi di lavoro ed una fascinosa ragazza. I due finiscono con lo sposarsi, vivendo la loro passione, fin quando, infatuandosi di un altro, ella lascia il marito.

A volte si evince una nota di ottimismo nelle poesie di Gianluca.

Per esempio in Bianca camicia di cotone, nella quale risalta la ripetizione anaforica di datemi all’inizio del primo e del secondo periodo. Il poeta, rivolgendosi ad interlocutori imprecisati, chiede che gli sia data una bianca camicia di cotone fresca e leggera d’appretto e una sera nera calda che non faccia sudare, qualche soldo in tasca e la sua compagna seducente, per conquistare la sua felicità.

Nel dettato dell’autore prevalgono versi luminosi e veloci, eleganti, raffinati e ben cesellati, come ne La poesia dice bene nulla.

Nella raccolta, suddivisa in quattordici parti, nelle prime tredici strofe, si sviluppano incontri immaginari con autori del passato, immersi empaticamente in atmosfere e ambienti, che risentono di effetti di grande suggestione.

Per esempio il Nostro immagina di trascorrere con Bukowski un pomeriggio all’ippodromo a puntare sui cavalli, osservando puttane dai culi e dalle tette grosse. Con Borges sogna ad occhi aperti di essere seduto accanto ad una scacchiera immobile, appoggiato alle parole del poeta argentino, rievocando il clima di Aleph.

Sulla società e i suoi meccanismi si esprimono condanne nei confronti della televisione, capace di distruggere le migliori menti. Al riguardo, Gianluca in Lei c’è sempre elenca una vasta gamma di momenti quotidiani, ove la televisione è onnipresente. Dal risveglio all’amore, dal pranzo ai contatti dei figli, fino alle ore del sonno.

Un atteggiamento nichilistico verso l’esistenza sembra essere la concezione radicata dell’io-poetante.

Infatti in Solo dopo il cane che serfa, scritta in memoria di Edoardo Sanguineti, Di Stefano, come l’autore del Gruppo ’63, elogia il nulla. Nell’ultimo verso viene citato il “testamento” lapidario di Sanguineti:-“Non ho creduto in nulla-”. A rafforzare il concetto viene riportata, prima del componimento, la frase di Goethe:-“Ho puntato tutto sul nulla”.

L’autore sviluppa anche tematiche trasgressive, descrivendo coinvolgimenti erotici, di una particolarità non solo cerebrale, ma svelata attraverso dettagli sorprendenti, mai banali o qualsiasi.

Una poetica che sottende un atteggiamento attento e intelligente verso la ricerca della sintonia con la realtà, quella del poeta lombardo, sempre in tensione dialettica con il mondo che lo circonda.

Dalla lettura emerge un creatore, riflessivo, carico di stimoli filosofico-umanisti, scaturiti da imprevisti coinvolgimenti.

Recensione
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