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Carmina docta

Vincenzo Moretti, nato a Casale Monferrato nel 1947. Ora vive tra Sardegna e Piemonte. Ha pubblicato studi sulla letteratura italiana moderna e contemporanea e tre raccolte di versi oltre ad un’opera di narrativa.

Carmina docta presenta una prefazione a cura di Sandro Gros-Pietro.

La raccolta composita e articolata architettonicamente e non a caso suddivisa in numerose sezioni.

Inizialmente ritroviamo la sezione Per Annetta scritta in morte del narratore Sebastiano Vassalli.

In questa parte in un’atmosfera di onirismo purgatoriale che ha il dono del turbamento ritroviamo l’enigmatica figura di Annetta in un ospedale in un contesto tragico di malattia e sofferenza.

Ma Annetta stessa si decide per la vita e attraverso una porta antincendio fugge dal luogo di dolore.

Per Annetta pu considerarsi un poemetto autonomo rispetto al resto della raccolta ed scandito in otto parti.

Una volta libera dalla prigionia dell’ospedale la donna si ritrova in un contesto naturalistico surreale con uccelli che nuotano sott’acqua e pesci vivi e vegeti nella sabbia e altre creature misteriose e c’ la fonte dell’eterna giovinezza e addirittura il personaggio gettando gli occhi al cielo, in un volo pindarico dell’autore, vede Dio in trono immerso tra nubi nere che le dice di ritornare a casa dove la madre che ha bisogno di lei l’aspetta.

Annetta stessa nel suo vagare vede figure di varia umanit ma non trova la madre e si pu affermare che anche una vena realistica faccia parte della scrittura di Moretti visionaria e del tutto antilirica e antielegiaca.

Poi in un luogo idilliaco di giardino si mette a pregare e nel contesto irreale c’ pure la presenza di un canarino giallo che dice alla donna cantando che sua madre morta e per la presenza di tanti animali nominati con urgenza si potrebbe parlare di un bestiario in quest’opera di Moretti che differente dalle sue prove precedenti ed veramente originale.

Una scrittura che sfiora la vena anarchica connota i versi del Nostro che hanno un carattere affabulante, narrativo e prosastico nella loro intensa chiarezza.

Il titolo Carmina docta, con il consapevole uso del latino, potrebbe considerarsi come voluta ricerca autoironica dell’autore e tentativo d’instaurare un’atmosfera di mistero, intento nel quale Vincenzo riesce pienamente.

Poi apprendiamo che il lavoro del misterioso personaggio quello di dare assistenza amorevole ai malati e a questo proposito doveroso ricordare che anche la pratica della scrittura poetica terapeutica non solo per il poeta ma anche per il lettore e sul tema della sanit fisica e della malattia Moretti del resto si era gi soffermato nella sua raccolta di versi precedente Terra di salute.

Seguono le varie scansioni Botte di vita nelle quali varie tappe dell’esistere umano sono viste come iniziazioni a conferma del dato realistico del poiein di Moretti al quale si accennava.

Recensione
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