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Considerazioni sulla poesia di Peter Russell


Foto Ugo Entità, arch. Ippocrene

Peter Russell (1921-2003) nacque a Bristol ed è stato uno dei massimi letterati inglesi della seconda metà del XX secolo, candidato al Premio Nobel per la letteratura alla fine degli anni ’90.

È stato riconosciuto dalla critica letteraria ufficiale come “ultimo dei grandi moderni”.

Influenzato profondamente da William B. Yeats e grande amico di T.S. Eliot, nel dopoguerra s’impegna con viva passione affinché Ezra Pound venga liberato dall’ospedale psichiatrico dove era stato internato nel 1946 dagli americani con l’accusa totalmente infondata di filo nazismo.

In uno dei numeri di “Marginalia” egli scrive:” Ciò che conta adesso è la poesia in cui il sentire è pensiero e il pensiero è un brivido di carcassa in cui accade la vita.

Carcassa che circonda centro e circonferenza… ed è tuttavia centro e mia circonferenza, consustanziale come un sogno in cui la realtà sconfitta è precisa, ferma, inalterabile, perfetta”.

La poetica di Russell si esprime attraverso una vena visionaria che pervade fino in fondo i testi.

Sono poesie che risultano chiare e immediate per il lettore pur essendo elevato lo scarto poetico dalla lingua standard.

È presente in Il cieco Omero, che è una celebrazione dell’antico poeta, il tema affascinante della poesia nella poesia.

La composizione si delinea in n contesto intellettualistico nel quale il poeta afferma che l’Iliade esplose in fiamme dorate e che l’Europa crebbe ferita dai suoi lunghi esametri.

In La catena d’oro si respirano ancora atmosfere del mito in un’aurea di magia e di elegante bellezza e la Colomba Bianca si fa simbolo di liberazione per il poeta che giaceva in ceppi. con catene di bronzo.

Nella suddetta poesia prevale una fantasmagoria di immagini che hanno i doni della metamorfosi e del turbamento in un ambiente di sospensione.

Le immagini sgorgano le une dalle altre e si può parlare per i componimenti di Russell di tendenza surreale e di atmosfere di onirismo purgatoriale.

La chiave per accedere alla comprensione e alla fruizione di queste poesie è per il lettore quella di un abbandono empatico del lettore nel flusso delle parole.

A livello formale e stilistico si può incontrovertibilmente affermare che il poeta domina la sua forma e le parole sono dette con una controllata urgenza.

Cifra essenziale pare essere quella di un poiein antilirico e anti elegiaco che pare pervadere il lettore.

Una forma alta di pessimismo e quasi di nichilismo domina le pagine di Peter che è alle prese con una vita che dà scacco.

Tuttavia come Leopardi il poeta non si geme mai addosso e anzi talvolta s’intravede anche una capacità di stupirsi e di meravigliarsi che coglie nel segno con accensioni alle quali seguono subitanei spegnimenti. Raffaele Piazza

Il cieco Omero

Il cieco Omero schernito dalla truppa ignorante
Sorretto tra i muli inventò l’Olimpo
E l’Eliade in fiamme dorate e l’Europa
Crebbe ferita dai suoi esametri.

Materiale
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