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Considerazioni sulle poesie di Carlos Vitale

Carlos Vitale (Buenos Aires, 1953) pu˛ essere considerato uno dei pi¨ significativi poeti argentini contemporanei.

╚ stato tradotto in numerose lingue; per presentarlo ai lettori si esamina in questa sede si esamina una selezione di poesie del Nostro curata in modo mirato da Alejandro Rej˛n Huchin.

Una vena intellettualistica e filosofica Ŕ la cifra essenziale della poetica di Carlos Vitale che non a caso Ŕ del tutto antilirica e antielegiaca.

Il poeta pare ripiegarsi su sÚ stesso nel suo solipsismo anche se talvolta c’Ŕ un tu al quale si rivolge del quale ogni riferimento resta taciuto.

Una forza che ha qualcosa di geometrico s’irradia dalle poesie nel loro emozionare fortemente il lettore per la loro icasticitÓ dalle quali sono permeate pur nella loro leggerezza.

Nitore e chiarezza in componimenti scabri, densi e con un fattore che li sottende magico legato alla sospensione e alla visionarietÓ dalle quali sono connotati i dettati concentratissimi e levigati.

A volte anche il nonsense trapela dalle composizioni spesso brevi e dalla vena avvertita e epigrammatica.

Per esempio in Due il poeta afferma: - “Non capisco/ i tuoi modi/ per amarmi/ se scappi” /--, poesia nella quale Ŕ evidente negli ultimi due versi brevissimi tutto il pathos che solo la dimensione amorosa procura, nell’esperienza dell’essere umano nelle sue multiformi manifestazioni.

Anche un forte sentimento del dolore trasuda da queste poesie ma il poeta non si geme mai addosso per la sua coscienza letteraria che lo porta presumibilmente a credere nel valore salvifico della poesia stessa.

In Set point nell’incipit il poeta scrive il verso veramente memorabile La parola Ŕ paura, verso che in sÚ stesso potrebbe essere oggetto di lunghe e interessanti riflessioni se Ŕ vera la frase veterotestamentaria Non ci sarÓ parola che sarÓ senza effetto, affermazione nella quale il poeta crede.

Anche un tono surreale anima i componimenti tutti giocati sullo straniamento pur trattandosi di testi strutturati e lineari.

Ma un fattore x caratterizza i testi che nonostante la loro linearitÓ e trasparenza emergono da un inconscio controllato e anche se sono i versi brevi hanno qualcosa di debordante.

Come schegge luminose si stagliano sulla pagina queste poesie e il lettore si immerge piacevolmente in esse per la loro fruizione e se ad un primo livello le composizioni potrebbero sembrare elementari nella loro sconcertante chiarezza ad una loro rilettura manifestano nella mente del lettore una fortissima complessitÓ dovuta alla densitÓ metaforica e sinestesica dei dettati e il poeta pare giocare con le parole stesse e lo fa con rara maestria.

Messaggi in bottiglia queste poesie del poeta argentino nel loro rasentare l’alogico nella loro razionalitÓ e anche il tempo pare essere uno dei protagonisti nella ricerca dell’attimo.

Liberami

Liberami dal desiderio
Liberami dal desiderio
Insoddisfatto
Del suo inutile tarlo
Della vana miseria

Restituzione

Ma alla fine torni
O non te ne sei andato
Oppure non sono partito
Il fatto Ŕ che lo sei
E non so se lo sono

Materiale
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