Servizi
Contatti

Eventi


Corpo della gioventù

Corpo della gioventù è una raccolta di poesie accuratamente strutturata architettonicamente ed è scandita nelle seguenti sezioni: Fessure, Attraverso, Rintocchi, Battenti, Esplosioni.

Presenta due scritti introduttivi: L’enigma della gioventù di Tomaso Kemeny e In bilico tra sasso e poesia di Lamberto Garzia e una postfazione di Ivan Fedeli, esauriente e ricca di acribia.

Plotino, il filosofo greco antico neoplatonico definiva il corpo come un vano simulacro e sottolineava che l’anima non solo è distinta dal corpo ma che essa viene prima del corpo.

Il parallelismo psicofisico è centrale in tutte le culture e nella tradizione cristiana il corpo stesso è definito tempio dello Spirito Santo.

Mens sana in corpore sano affermavano gli antichi e, entrando nel discorso sulla poesia in generale, è incontrovertibile che scrivere poesia produca ottimi effetti sulla fusione mente – corpo come su quella conscio – inconscio e questo Alessandra Corbetta lo sa molto bene.

Nel postmoderno occidentale avere un bel corpo curato e giovanile diviene uno status symbol e questo emerge soprattutto nel mondo dello spettacolo dove attrici, attori e soubrette ricorrono alla chirurgia estetica e alle diete per essere desiderabili al massimo.

Fatta la suddetta premessa entriamo nel merito del libro di Alessandra Corbetta nata ad Erba (CO) nel 1988.

Tratto che sorprende e cosa che avviene raramente leggendo un libro di poesia, nell’immergersi nei componimenti poetici della raccolta, è quello della constatazione di un equilibrio formale notevolissimo nell’eleganza dello stile.

I versi sapientemente raffinati e ben cesellati procedono per accensioni e spegnimenti sottesi alla fortissima densità metaforica e sinestesica.

La complessità del discorso si apre alla chiarezza e ricorrente è il relazionarsi ad un tu che è presumibilmente l’amato.

La vena intellettualistica si coniuga a climax di neo liricità nello stabile esercizio di conoscenza che ha una matrice ottimistica.

Non manca un senso di magia generata dalla sospensione tra detto e non detto e le composizioni hanno spesso una connotazione avvertita ed epigrammatica.

In In –fine, tratta dalla seconda sezione, è espresso il tema del vuoto (nel quale ovviamente sussiste l’io-poetante che si fa corpo): resterà vuoto molto presto/ il letto come vagone/ ogni spazio che tiene dentro qualcosa// in questo vuoto – io – ho dimora/ non tu né una somiglianza/ perché è delle case l’attesa/…

. In un’aurea di vaga bellezza la giovane poetessa con i suoi versi esce dal suo film privato per restituircelo proiettato sulla pagina scritta.

In bilico tra gioia e dolore con strumenti scaltriti soprattutto in relazione alla giovane età immergendosi in un quotidiano dove il tempo talvolta pare fermarsi come nella contemplazione di un’alba, si arriva alla linearità dell’incanto.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza