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Dalla penultima soglia

Prisco De Vivo è nato a San Giuseppe Vesuviano (Na) nel 1971. È pittore scultore e poeta. Dal 1990 ad oggi ha partecipato a varie attività culturali sul territorio nazionale. Si è interessato di poesia, teatro e cinema.

Ha collaborato a diversi periodici e riviste d’Arte e Letteratura, cartacee ed on-line; è stato presente a mostre di poesia visuale e recitals poetici. Ha tenuto numerose esposizioni personali e collettive in Italia e all’estero: (Bruxelles, Lugano, Postdam, Praga, New York). Le sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private. Ha pubblicato varie raccolte di poesia.

Dalla penultima soglia, il libro di poesia del Nostro che prendiamo in considerazione in questa sede, include un’acuta ed esauriente prefazione di Marcello Carlino ed è illustrato con opere figurative dello stesso De Vivo nella loro versione in bianco e nero.

Il titolo del libro è fortemente programmatico: infatti la soglia, anche a livello filosofico, è un’idea forte perché individua un limite fisico, psichico e percettivo oltre il quale avviene un fenomeno.

La definizione di penultima, ne aumenta il senso di mistero e di inquietudine, cifra distintiva di questa raccolta.

Un’altra soglia è quella del passaggio dalle arti figurative alla poesia: tra i due campi c’è una forte osmosi.

La pittura dell’autore, anche se ultimamente egli ha prodotto opere che tendono al figurativo e ad una maniera più dolce, ha un carattere tragico e visionario che si rivela anche nella produzione poetica e diviene un comune denominatore tra le due forme espressive: entrambi i territori sono teatro dell’eterna vicenda di lotta tra amore e morte, eros e thanatos.

La breve raccolta, che si può considerare una plaquette, non è scandita e comprende componimenti tutti forniti di titolo.

Del tutto antilirica e anti elegiaca la poetica di Prisco che si manifesta in questo libro.

Domina a livello tematico l’erotismo e il poeta pare avere spesso come punto di partenza nei vari componimenti il corpo che, ovviamente mediato dal pensiero, produce lo scatto e lo scarto poetico che è spesso memoriale.

Sono presenti una forte carica di magia e mistero nelle composizioni di De Vivo, sia nelle opere pittoriche che in quelle letterarie.

L’artista realizza poesie e quadri inconfondibili che hanno per comune denominatore una forte dose di bellezza che emerge dalla crudezza delle raffigurazioni e proprio in esse trova la sua misura, il suo estrinsecarsi.

Una vena di icasticità serpeggia in tutte le opere di questo artista, icasticità che è frutto di una fortissima densità metaforica e sinestesica raggiunta attraverso le parole dette con urgenza e spesso gridate, anche se sono sempre ben controllate e mai debordanti.

La presenza di una natura rarefatta (e non si deve dimenticare che anche l’uomo è natura) si ritrova in molti componimenti di De Vivo presenti nel volume.

Inoltre anche il misticismo, in una forma appunto naturalistica, spesso si rivela nei tessuti linguistici affascinanti e permeati talvolta da una vena di neo orfismo.

Recensione
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