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Dimenticato

Cifra dominante della raccolta Dimenticato, che prendiamo in considerazione in questa sede, è quella di una descrizione interiorizzata, del poeta nel trasmetterla al lettore, di una rêverie ambientata fortemente in un contesto naturalistico evocativo nella sua magia, ambiente fluttuante in cui si trova immerso il protagonista, un ragazzo che cadeva dalle altissime sfere dell’universo e la luce simbolo del bene e dell’essere gioca un ruolo importante come controcampo della misteriosa vicenda sicuramente surreale espressione di una poetica che ha qualcosa di affabulante nella sua incontrovertibile narratività.

Il nome Dimenticato del protagonista ha una valenza che evoca dolore e perdita perché essere dimenticati è un fatto doloroso e il tema della caduta, che proviene da un luogo vago dall’immensità galattica fa pensare a qualcosa d’inquietante e metaforicamente la figura pare indicare con vaghezza quella di un angelo che ha perso le ali, anche se si tratta di un essere umano.

Una natura neoromantica più che classica o classicistica, domina la vicenda nel crearsi un senso di mistero e gioca nell’ordine del discorso un ruolo importante la sospensione nel suo coniugarsi a visionarietà, sospensione che genera un vago senso di onirismo purgatoriale.

Anche da rilevare la grande ritmicità dei versi compatti che rende il senso di una forte musicalità e nell’interanimarsi del protagonista con la natura stessa in un misticismo immanente dove potremmo immaginare una scenografia fatta di alberi, fiumi e prati in una numinosità del contesto e anche la corporeità del giovane gioca un ruolo importante.

Per il suo carattere monotematico la raccolta potrebbe essere considerata un poemetto anche per la sua unitarietà stilistica, formale e contenutistica, nel suo ruotare tutta intorno alla figura del protagonista.

La corporeità sembra avere un ruolo importante nella vicenda e tutti noi potremmo identificarci in Dimenticato nella sua solitudine soprattutto perché si ci può sentire soli anche in un contesto sociale, anche stando con gli altri.

Notevolissime le densità metaforiche, sinestesiche e semantiche e sembra nell’immergersi nei testi di camminare in un sottobosco plastico e umbratile connotato da un suo indiscutibile fascino.

Da notare che ad un secondo livello il protagonista entra in scena non più descritto dal poeta ma come destinatario di messaggi da parte dell’io – poetante, come tu al quale viene rammentata una piccola storia d’amore.

Si tratta di un poiein fatto di atmosfere materiche in una polifonia di precipitati cosmici tra rugiade, erbe e tramonti che fanno da sfondo sviluppandosi attraverso tastiere analogiche che creano intrigante ipersegno.

Sembra essere immersi in un non tempo senza orologi e la figura di vaga bellezza di Dimenticato si presta perfettamente allo slittamento della durata e tutto s’invera in un attimo in una poetica neo orfica più che lirica ed elegiaca.

Il poeta tratta la sua materia in modo originale e pittorico creando sensazioni che emozionano il lettore nello stordimento delle figure che producono ipersegno.

Recensione
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